«L’Anas non vuol fare un ponte nuovo»
Il collegamento tra Ferrara e il Veneto. L’ira di Chiarioni, sindaco di Occhiobello: sono deluso dalle risposte ricevute. Lavori fino al 12 marzo, chiedo più impegno anche alle istituzioni ferraresi
Ponte sul Po, troppi disagi: è da rifare
OCCHIOBELLO. È deluso e ne ha per tutti Daniele Chiarioni. Il sindaco di Occhiobello, dopo l’incontro avuto martedì tra il suo staff e l’Anas di Bologna, definisce infruttuoso il faccia a faccia con l’azienda nazionale che gestisce le strade e commenta il confronto con un eloquente: «Purtroppo abbiamo portato a casa il nulla». Il nodo del contendere è quello del ponte sul Po che collega Pontelagoscuro con Santa Maria Maddalena, struttura attualmente con i cerotti per via della rottura di un giunto e che costringe la viabilità ad un senso unico alternato con i disagi evidenti che la situazione comporta in materia di viabilità. La delegazione del Comune di Occhiobello - composta dal vicesindaco Davide Diegoli, dall'assessore ai lavori pubblici Davide Valentini e dal comandante della polizia locale, Raffaele Motta Castriotta - ha incontrato il capo compartimento dell'Anas Matteo Castiglioni.
«Abbiamo chiesto all’Anas di accorciare i tempi dei lavori per il ripristino della normale viabilità - attacca Chiarioni - ma hanno risposto picche. Chiedevamo di lavorare di notte e anche nel week end per diminuire il disagio del cantiere e come risposta abbiamo avuto un termine dei lavori prolungato alle ore 18 del 12 marzo, tra l’altro con lo slittamento in avanti in caso di maltempo e le previsioni non sono delle migliori».
Ma c’è un altro discorso che sta particolarmente a cuore al sindaco polesano e anche in questa circostanza la risposta dell’Anas è stata non in linea con le aspettative.
«Ho chiesto e proposto anche all’Anas - spiega il sindaco - la necessità di costruire un nuovo ponte, visto che l’attuale oltre ad avere quasi settant’anni era stato programmato per un flusso di traffico ben diverso dall’attuale. L’azienda mi ha risposto invece che è previsto solo un restyling nel 2017, procedura che comporterà nuovi disagi e code per molte settimane il prossimo anno senza risolvere alla radice il problema come chiedevamo».
Tra l’altro, Chiarioni è uno dei quattro firmatari del protocollo di intenti siglato tra le province di Ferrara e Rovigo e i comuni di Ferrara e Occhiobello, un documento nel quale i quattro enti locali segnalavano la necessità urgente di costruire un nuovo ponte vista l’inadeguatezza della struttura costruita dalle Acciaierie di Terni nel lontano 1949.
A rafforzare il concetto di costruire un ponte nuovo sul Po tra Ponte e Santa Maria Maddalena arrivò anche il commento nel 2009 di Demetrio Egidi, allora responsabile della protezione civile dell’Emilia Romagna, quando toccò con mano il problema delle piene del fiume durante un innalzamento eccezionale del Po. Chiarioni però punta il dito anche verso le istitruzioni ferraresi che giudica un po’ tiepidine nell’affrontare questo problema.
«Sono conscio - dice il primo cittadino di Occhiobello - che il problema riguarda maggiormente i nostri cittadini che si spostano maggiormente verso Ferrara rispetto ai ferraresi che usano il ponte per spostarsi nel Veneto, ma penso che occorrerebbe maggiore coesione per far capire all’Anas e anche allo Stato l’importanza di costruire un nuovo ponte. Sulla nostra sponda vedo vigili impegnati e volontari di associazioni che si mobilitano per agevolare il flusso del traffico in questi giorni di caos, altrettanto non mi pare ci sia a Pontelagoscuro».
Chiarioni chiede quindi maggiore collaborazione dalle istituzioni ferraresi per condurre una battaglia comune ed evitare che il protocollo siglato nel 2008 venga ancora disatteso o dimenticato in un cassetto.
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