La Nuova Ferrara

Ferrara

Per lavoro e per amore Tutti in coda sul ponte

di Marcello Pradarelli
Per lavoro e per amore Tutti in coda sul ponte

«Ne serve uno nuovo, ma forse mancano i soldi». «Sono anni che attendiamo» «Io in fila per andare dalla mia ragazza». A piedi fino a Ponte per prendere il bus

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Sono le 12.30. Non è proprio l’ora di punta per fare il punto sul ponte del Po. È più un orario da mezzapunta e infatti bastano uno o due semafori per smaltire la coda dalla parte di Pontelagoscuro. Ma la sosta è sufficientemente lunga per chiedere ai pendolari del fiume che ne pensano di questo ponte sempre più spesso alle prese con gli acciacchi dell’età.

Cristiana, studentessa universitaria, viaggia su Clio e abita a Pincara (Rovigo), dove sta tornando dopo le lezioni. Il giorno prima si è sorbita code di 25 minuti. «Stamattina è andata meglio, sono passata sul ponte alle 8.20 senza tanti problemi, ma bisognerebbe smetterla con i provvedimenti che sono solo dei tappabuchi». Dietro c’è una Fiat Punto guidata da un uomo:«Vengo da Ferrara, servirebbe un ponte nuovo...ma ora mi scusi». È scattato il verde che ha la precedenza su tutto.

Dal vecchio ponte spunta a piedi una giovane donna, alla vista del taccuino allunga il passo già allenato da un attraversamento di 600 metri. Scusi, volevo solo chiederle se è va a piedi per scelta di vita o per necessità a causa dei lavori sul ponte. Rallenta e con accento straniero motiva la camminata: «Vado a piedi perché devo prendere la navetta per andare a Ferrara a lavorare, spero che durano poco i lavori sul ponte». La navetta sarebbe il bus della linea 11 che ogni ora transita per Santa Maria, ma che in questi giorni raramente è puntuale.

Ultimamente non è mai stato puntuale nemmeno Vittorio Veri, che però è sempre stato amorevolmente perdonato per i ritardi. Lui sulla su Ford Fiesta non viaggia nè per studio nè per lavoro: «Abito a Ferrara e ho la ragazza che sta vicino a Occhiobello, ho fatto molte code in questi giorni, ma come si fa a non andare...». E se pazienta la ragazza - questa la sua filosofia - possono pazientare un po’ anche gli automobilisti.

Maria abita a Pontelagoscuro, lavora a Santa Maria Maddalena e conosce bene la situazione: «Un anno e si e uno no ci sono dei lavori sul ponte, servirebbe un rimedio definitivo, ma forse è un problema di soldi».

Un altro che fa tutti giorni la spola tra Occhiobello e Pontelagoscuro è Rudi Grossi: «Lavoro da Automaster e mi sono fatto anche più di trenta minuti di coda. Sono anni che si aspetta una soluzione definitiva, ma ancora non si è visto niente».

Ambra e il marito Maurizio Gambini risiedono a Occhiobello e hanno una pluriennale esperienza di transiti sul ponte del Po: «Quando lavoravo me la facevo anche quattro volte al giorno questa strada» dice Ambra. Ora che è a casa succede più raramente, ma le volte che debbono raggiungere Ferrara spesso evitano l’imprevedibile passaggio sul vecchio ponte dell’Anas: «Prendiamo quasi sempre l’autostrada, facciamo prima». Ieri hanno azzardato e tutto sommato gli è andata grassa. Che fare? Elementare. «La soluzione ideale sarebbe costruire un nuovo ponte con altre due corsie. Mai soldi ci sono?».

Ecco altri due pedoni, un uomo e una ragazza, provenienti dalla sponda veneta del Po. Così giustificano la passeggiata quasi obbligata. Mauro: «Io abito a Ponte e lavoro a Santa Maria, da due giorni me la faccio a piedi, non vale la pena prendere la macchina, diciamo che fa bene alla salute».

Deborah: «Io abito a Santa Maria e studio a Ferrara, sono venuta a piedi a Ponte per prendere l’autobus». Studia da estetista e va da sè che per il ponte si attende un bel restauro e non semplice make up.

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