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«Piano spiaggia datato ma davvero necessario»

«Piano spiaggia datato ma davvero necessario»

Lido Estensi, Cavicchi (Cna): ciò che conta è che sia stato approvato Carli (Sib): faremo una riunione per capire come muoverci e cosa fare

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LIDO ESTENSI. Sul traguardo finale dell’iter di approvazione del piano particolareggiato dell’arenile, meta raggiunta lunedì a Bologna con l’avallo della giunta regionale, interviene anche Riccardo Cavicchi, presidente provinciale di Cna-turismo. «La nostra associazione era già d’accordo - commenta Cavicchi -, bisognava procedere speditamente all’approvazione, dopo la battuta d'arresto, dipesa da vicende amministrative e da un ricorso, che ha allungato i tempi. È un po' datato ormai, ma ciò che conta è che sia stato approvato». Tra gli operatori della costa e le associazioni di categoria permane la soddisfazione per l’adozione di uno strumento urbanistico fondamentale, anche in considerazione dell'accelerata che sembra arrivare da Bruxelles sull'applicazione della direttiva comunitaria Bolkestein. «Se si andasse all'asta in tempi brevi con le concessioni demaniali - aggiunge Cavicchi -, questo piano dell'arenile dovrebbe comunque sottostare alle regole europee e a quelle nazionali, ma fornisce certezze maggiori rispetto al passato». Il progetto, che è parte integrante del piano dell’arenile, già approvato dal consiglio comunale lagunare il 28 novembre 2014, mette nero su bianco un aspetto, legato agli stabilimenti balneari, in quanto «con la loro funzione di presidio e con la formazione di opere stagionali di difesa, è fattore irrinunciabile di stabilizzazione della linea di costa contro l’erosione, erosione le cui cause sono tutte da ricercare in ambiti sui quali gli stabilimenti balneari non hanno la minima influenza. Subsidenza, riduzione dell'apporto di materiali dai fiumi - si legge nel progetto del corposo piano dell'arenile, che ora dovrà passare nuovamente in consiglio comunale per il voto finale -, per i prelievi che vengono operati a monte, variazione della velocità di scorrimento delle acque fluviali, il crescere della testa del delta padano, che sempre più si inoltra nel mare e modifica l'andamento delle correnti, danno corso in alcuni tratti di litorale a fenomeni erosivi e, in altri, ad inaspettati ripascimenti spontanei». Sull’adozione del piano dell'arenile da parte della giunta regionale, si esprime favorevolmente anche Giuseppe Carli, vice presidente regionale del Sib, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi. «Faremo una riunione con i nostri associati - dichiara Carli -, dopo aver dato un’occhiata al documento. Dopodichè ci attiveremo per proporre delle modifiche. È uno strumento importante, ma al momento preferiamo non sbilanciarci, perché dobbiamo confrontarci tra noi operatori». Il piano dell'arenile aveva subito una battuta di arresto dopo che nel 2011, il Tar aveva rilevato vizio di incompetenza specifica.

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