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Balboni: «Fabbri spacca il centrodestra»

di Marcello Pulidori
Balboni: «Fabbri spacca il centrodestra»

Il dirigente di Fratelli d’Italia irrompe nella campagna elettorale di Cento e attacca il leader leghista in Regione

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CENTO. Che non si fossero mai voluti tanto tanto bene (anche per la diversa posizione anagrafica. L’uno, Balboni, una “vecchia” volpe della politica; l’altro, Fabbri, nato giovanissimo come sindaco di Bondeno e poi cresciuto nella post incubatrice del Carroccio) è fatto noto. Ma che arrivassero quasi alle mani (politiche, s’intenda) non era facile facile da prevedere. Pomo della discordia, la candidatura di Diego Contri a sindaco di Cento (si dovrebbe votare il 12 giugno), candidatura voluta e sostenuta da Lega Nord, Forza Italia, Rinascita Socialdemocratica e da due liste civiche. Candidatura (ma soprattutto metodo per individuarla, cioè senza la Primarie) che Alberto Balboni, dirigente nazionale di Fdi (che Contri non lo sostiene) non ha evidentemente digerito. E allora giù con gli strali dell’ex senatore diretti verso Alan Fabbri, leader leghista nell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna: «Le dichiarazioni di Fabbri - parte subito forte Balboni - mi ricordano tanto la favola del bue che dà del cornuto all'asino. Come i centesi ben ricordano - prosegue Balboni - , 5 anni fa fu infatti la Lega Nord a regalare la vittoria alla sinistra a Cento, rifiutando di sostenere Paolo Fava, che ciò nonostante raccolse il 49% dei voti. Lo stesso accadde a Vigarano Mainarda - ricorda sempre Balboni - dove la Lega Nord portò via ad Antonio Raho, accusato di non essere un nativo (sic!), quel pugno di voti che gli mancarono per vincere». Parole dirette e che non si prestano ad essere male interpretate. «Il lupo, cioè la Lega Nord - riprende Balboni - perde il pelo ma non il vizio. Per la propria visibilità, oggi come 5 anni fa, non si fa scrupolo di dividere il fronte del centrodestra. Salvo accusare gli altri delle proprie colpe. Basta vedere la telenovela di Roma, dove prima Salvini appoggia Bertolaso (come candidato sindaco della capitale, ndr) e poi fa retromarcia e chiede le Primarie (le stesse che, quando le chiedeva Giorgia Meloni, lui snobbava). Ebbene, le Primarie sono proprio quello che occorrerebbe anche a Cento - precisa a questo punto l’ex senatore - e negli altri comuni dove ci sono più candidature ugualmente spendibili, per tenere unito tutto il centrodestra, aggregare le liste civiche e battere la sinistra. Se Alan Fabbri fosse coerente, dovrebbe essere il primo a proporle (le Primarie, ndr), proprio come finalmente fa il suo leader. Ci si deve infatti chiedere perché - s’interroga Balboni, ex Msi-Fiamma Tricolore ed ex An - non debba valere per Ferrara quel che vale per Roma. Ma forse è aspettarsi troppo dalla politica di oggi, che considera ormai la coerenza un inutile fardello».

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