Carife, la Fondazione al conteggio dei danni
Si parte da 30 milioni ma la richiesta a Bankitalia e ministero potrebbe lievitare Decisione per tutte le istanze sulle 4 banche. Costituzionalità, si guarda all’Ue
«Garantisco che non abbiamo ancora definito nulla, ma certo in udienza una richiesta di risarcimento la porteremo». Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, mette a fuoco quello che è ormai ufficialmente l’obiettivo al quale si punta con l’accantonamento della richiesta di sospensiva del Salva-banche: non il rientro in pancia a Palazzo Crema di una banca nel frattempo liquidata (la vecchia Carife), ma un riconoscimento del danno subìto. Le settimane che separano dall’udienza di merito del 18 aprile di fronte al Tar del Lazio saranno impiegate nella quantificazione di questo ipotetico risarcimento, che dipende da una serie di fattori tra i quali la data-chiave dalla quale far scattare il conteggio. Il fatto che il ricorso sia imperniato sui decreti del 16 e del 22 novembre dovrebbe limitarne la portata agli effetti di questi provvedimenti: la Fondazione, in caso di intervento Fitd, sarebbe rimasta infatti titolare di poco più del 50% delle azioni a 27 cent, cioè di un controvalore di circa 6 milioni, e avrebbe incamerato la medesima quota dei futuri warrant, per un controvalore di 29 milioni. La base di partenza per un risarcimento con la formula del «danno emergente e lucro cessante» sarebbe quindi di oltre 30 milioni, da correggere eventualmente con i criteri di calcolo di un esproprio (Palazzo Crema così considera la risoluzione).
Ma non è detto che la Fondazione si limiti a questo: di fronte al Tar ha trascinato Bankitalia e il ministero delle Finanze, cioè i protagonisti del biennio di commissariamento durante il quale il valore delle azioni Carife iscritte a bilancio era già crollato di oltre 100 milioni di euro. Un calcolo estensivo potrebbe dunque inglobare anche questo danno patrimoniale.
La montagna che la Fondazione si trova a scalare è comunque assai impervia. Il Tar del Lazio ha deciso di concentrare tutti i ricorsi relativi alle risoluzioni delle quattro banche e pure le eccezioni di costituzionalità sul bail-in in una sola giornata, il 18 aprile appunto, anche se le udienze restano distinte. Benché Palazzo Crema insista sulla diversità del caso-Ferrara, è difficile ipotizzare che la risoluzione possa essere promossa per Banca Marche e bocciata, ad esempio, per Carife. Sulla questione costituzionalità si attende la sentenza della Corte europea a proposito della competenza delle corti nazionali: l’avvocatura generale Ue è favorevole.
Stefano Ciervo
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