«Da Fiti, Pajdek e Ruszo il consenso al processo pubblico»
Il 5 maggio udienza dal gup Tassoni: è a porte chiuse ma se gli imputati dicono sì, la stampa potrà essere presente
Le Grandi manovre giudiziarie sono appena cominciate: la prima tappa processuale è fissata al 5 maggio prossimo, quando i tre imputati di omicidio volontario aggravato (due le aggravanti, da ergastolo) e altri reati legati alla rapina e all’aggressione ad Aguscello la sera del 9 settembre scorso, dovranno presentarsi davanti al giudice Piera Tassoni. Chiederanno tutti e tre (Pajdek, Ruszo e Fiti) attraverso i loro legali (rispettivamente Borgia, Sabbatani e Bova) di poter esser processati con il giudizio abbreviato: l’udienza - come prevede il codice - si svolge a porte chiuse.
Ma...
Ma, come recita lo stesso codice di procedura penale, articolo 441, comma terzo «il giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio (al chiuso, ndr) ma il giudice dispone che il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati».
L’invito-appello che dunque la Nuova Ferrara rivolge ai tre imputati è quello di dare il consenso agli organi di stampa (tutti e non solo la Nuova Ferrara), attraverso i rispettivi legali, di poter essere presenti all’udienza in tribunale. Perché? Perchè se Ruszo si dice pentito, se Pajdek spiega di non essere il “cattivo” che è stato disegnato da tutti, se Fiti continua a dire che col delitto Tartari non c’entra nulla, bene, lo dicano ai taccuini aperti dei cronisti, e indirettamente a tutta la città, senza nessun filtro che sia quello di giudici, inquirenti, avvocati di difesa o parte civile che siano. Mai come in questo caso, il comma terzo dell’articolo del codice, che permette in casi straordinari la pubblicità del processo, è più che applicabile. Dunque, ci rivolgiamo agli imputati di omicidio Pajdek Ivan, Fiti Constantin e Ruszo Patrik e ai loro avvocati (affinchè spieghino loro la nostra richiesta) e diano il loro consenso. Sarebbe un primo segnale di vero “pentimento” verso questa città, verso la vera-verità di un caso che ha davvero segnato tutti. (d.p.)
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