Ferrara, Casa Minerbi recuperata dopo 21 anni
La città ritrova un grande contenitore e per il sindaco Tagliani è la maggiore soddisfazione di questo mandato
FERRARA. Era da più di vent'anni che i ferraresi aspettavano questo momento, e finalmente casa Minerbi riapre i battenti, accogliendo la cittadinanza tra le sue mura. Nonostante la pioggia incessante di ieri mattina, la conferenza stampa di presentazione ha rimesso in luce le potenzialità della Casa, un vero e proprio gioiello seminascosto tra i ciottoli di via Giuoco del Pallone.
«Siamo alla tappa conclusiva di questo lungo percorso - ha esordito Sabina Magrini, segretario regionale del MiBact per la regione - celebrando i lavori che sono stati fatti bisogna sottolineare la profonda sinergia tra istituzioni comunali e statali, che hanno reso possibile una "collaborazione intelligente».
È datata 4 marzo 1995 quella lettera dell'allora assessore Dario Franceschini, indirizzata al Ministero, che comunicava la disponibilità della Giunta ferrarese alla futura gestione della Casa, e a distanza di 21 anni esatti ci si può ritenere davvero soddisfatti dello straordinario recupero, tanto che il sindaco Tagliani lo ha definito «la maggiore soddisfazione di questo mandato». Casa Minerbi è da sempre un luogo di cultura, fin dalle sue origini, di cui si trova traccia negli splendidi affreschi trecenteschi del Salone dei Vizi e delle Virtù e della Sala degli Stemmi. Più tardi, negli anni '50 del secolo scorso, diventò fulcro e punto di ritrovo per alcune delle menti più brillanti di quella generazione, ospitando, per citarne una fra tutte, la penna di Giorgio Bassani.
E la fusione tra passato e presente valorizza ancora di più l'architettura della Casa, che affianca le sfumature dei colori vivaci delle pareti a particolari d'arredamento tipici dell'originale stile anni '50: «Abbiamo pensato di rispettare e conservare l'architettura precedente - ha dichiarato infatti Carla Di Francesco, dirigente generale del MiBact - le decorazioni dei solai sono uniche, così come gli elementi decorativi del loggiato. Anche se all'epoca poteva sembrare un'ottica visionaria, capimmo subito che questi spazi andavano condivisi». Casa Minerbi, nei primi tempi, sarà inoltre fruibile dal pubblico come un vero e proprio "cantiere aperto", nel quale si potrà osservare da vicino l'opera degli addetti ai lavori.
«In tutta Italia il palinsesto museale è straordinario - è intervenuto poi Mario Scalini, direttore del Polo museale dell'Emilia-Romagna - e nel caso specifico Casa Minerbi non va considerata in una visione strettamente locale. Questi affreschi permettono di connettersi con la realtà toscana, esempi simili si ritrovano a Siena, ad esempio». Il ciclo pittorico laico di Casa Minerbi, secondo Scalini, è senza pari, rivela anzi uno straordinario esempio di cultura privata elitaria e sofisticata. «Mi riempie di gioia - ha aggiunto Marco Bertozzi, direttore dell'Istituto di studi rinascimentali - pensare che l'Istituto avrà sede in questo edificio. Riceviamo una grossa responsabilità, in un anno speciale per noi e per Ferrara, visto l'imminente appuntamento ariostesco».
Irene Lodi
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