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Ferrara, gli specialisti del bancomat in carcere

Ferrara, gli specialisti del bancomat in carcere

Indagine dei carabinieri: 4 custodie e 7 denunce. Uno è ricercato. La banda in azione alle coop Castello, Le Mura e Doro

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FERRARA. Si erano specializzati nella “tecnica dello strappo”: con furgoni o station wagon rubati agganciavano le colonnine dei bancomat di banche o centri commerciali, le sradicavano e, tramite fasce da carico, le issavano sul mezzo e le portavano via. Con questo sistema avevano realizzato almeno otto colpi, tentati o riusciti, in poco più di un anno. Tra il luglio del 2014 e il settembre del 2015 la banda era entrata in azione, con modalità da “marchio di fabbrica” all’ipercoop il Castello (100.900 euro), alla Coop Nuovo Doro (scappando a mani vuote) e al centro Le Mura di via Copparo (60mila euro) ma anche nel Centro Nord e perfino in Sardegna. Ora i malviventi, al termine di un’indagine dei carabinieri di Ferrara coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante, sono stati individuati e arrestati.

Ieri mattina sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip Silvia Marini a carico di Gheorghita Filimon, rumeno, 40 anni, soprannominato “Neon” dai complici per i suoi “lampi di genio”; Lica Popa, rumeno di 54 anni, detto Mosciu e Ion Tanase, detto Nelu, 37 anni. I primi due erano già detenuti mentre un quarto complice, loro connazionale di 37 anni, è tuttora ricercato. Altre sette persone sono stati invece denunciate. I reati contestati vanno dal furto aggravato alla tentata rapina aggravata in concorso, dalla ricettazione al favoreggiamento.

L’indagine, come hanno spiegato il Comandante provinciale Carlo Pieroni e il comandante della Compagnia di Ferrara Marcello Mari, ha preso il via dal colpo alla Coop Nuovo Doro del 24 gennaio 2015, diventato tentata rapina per l’intervento di una guardia giurata della CoopService. L’uomo era stato minacciato con la pistola ma i banditi, che avevano già imbragato il bancomat, avevano rinunciato al bottino. Grazie al traffico di telefonate sui ponti ripetitori della zona, i carabinieri erano riusciti a individuare alcune utenze utili alle indagini.

Se il colpo alla Coop Nuovo Doro era fallito, quello succesivo del 13 maggio ai danni del vabcomat Mps della Coop Le Mura aveva fruttato 60mila euro, ma per i malviventi si è poi rivelato un disastro: oltre a ritrovare, sull’argine del Po a Ro Ferrarese, il bancomat aperto, l’auto rubata e le fasce da carico identiche a quelle usate il gennaio precedente, i carabinieri erano riusciti a recuperare il telepass e, grazie alle immagini girate dalle telecamere sul ponte che collega Ro a Polesella, a risalire alla targa dell’auto “pulita” usata per la fuga. Questa risultava intestata a una donna (ora indagata) e tutte le tracce conducevano a Padova. Lì, hanno scoperto i carabinieri attraverso i “classici” appostamenti e pedinamenti, c’era la basa operativa del gruppo, una tavola calda-ristorante di Campo San Martino di proprietà della moglie di Tanase.

È stata la svolta che ha permesso, incrociando i dati raccolti dalle intercettazioni e dalle attività “tradizionali” di ricostruire non solo gli spostamenti e l’organigramma della banda, ma di attribuire otto colpi, per un bottino totale di 275.000 euro: oltre ai tre di Ferrara, anche due Verona, uno a Sesto Fiorentino, uno a Pomezia e l’ultimo - il 18 settembre 2015 - all’aeroporto di Alghero. L’assalto ad Alghero si era concluso con una disfatta, per la banda: grazie alle indicazioni fornite dai carabinieri di Ferrara ai colleghi di Sassari erano stati arrestati in flagranza sei persone, (quattro rumeni, un albanese e un italiano di Sassari) tra cui Popa Lica. Quello di Alghero era stato anche il primo furto organizzato senza “Neon”: il capo Filimon infatti nel frattempo era finito in carcere. Era il 29 luglio dell’anno scorso quando, dopo il colpo a Pomezia era stato inseguito e fermato dai carabinieri e dalla Polstrada di Altedo lungo l’A13. Con sè aveva parte del bottino (13mila euro), ma soprattutto su di lui pendevano due mandati di arresto europeo, uno dalla Svizzera (per furti-fotocopia ai bancomat) e uno dall’Ungheria, dove aveva forzato un posto di blocco e investito un poliziotto. È rinchiuso all’Arginone. Il Comandante Pieroni, nel sottolineare la sinergia tra carabinieri e procura di Ferrara, ha rinnovato l’invito ai cittadini a segnalare ogni circostanza sospetta e collaborare con le forze di polizia.

Alessandra Mura

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