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«Più flessibilità negli asili comunali di Ferrara»

Bambini in asilo
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Bambini in asilo

L’assessore Felletti: sì a orari e aperture lunghe, ma le rette non sono alte. Replica ai privati

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FERRARA. Il calo delle iscrizioni negli asili comunali «è un preoccupante fenomeno» comunque «in linea, purtroppo, con quanto già verificatosi in questi ultimi 2-3 anni in tutte le realtà italiane». Per metterci argine il Comune punta ad una maggiore flessibilità ma respinge i rilievi di caro-rette, assieme a quelli delle scuole private sull’esiguità del contributo pubblico: «L’amministrazione ha comunque messo in campo una risposta attenta che consentirà a tutto il sistema educativo cittadino di presidiare l’attuale fabbisogno». L’assessore Annalisa Felletti risponde così a Biagio Missanelli (Il Germoglio) e alle critiche delle famiglie affidate ai social network, dando appuntamento ad una conferenza stampa in programma martedì 8 per fare il punto su iscrizioni e sui risultati dei 1.000 controlli effettuati sulle richieste.

L’assessore conferma quanto riportato nei giorni scorsi dalla Nuova, a partire dalle cause individuate per il calo delle iscrizioni: la denatalità «che si riverbera sensibilmente su questo tipo di servizi», le difficoltà economiche delle famiglie («dovute alla perdurante crisi economica») e la richiesta di servizi «con offerta maggiormente “flessibile”». L’assessore ufficializza le misure che l’amministrazione intende mettere in campo, «l’apertura prolungata giornaliera, la possibilità di servizio estivo con personale di ruolo e orari più flessibili in entrata e uscita», garantendo «un numero di educatori congruo, con una compresenza necessaria per favorire un’attenzione alle soggettività di ogni bambino oltre ai processi di socializzazione che iniziano fin dai primi anni di vita». Felletti difende poi le rette comunali: «Ferrara è risultata, da una recentissima indagine condotta dall’Osservatorio nazionale prezzi, essere il Comune in cui il rapporto rette/costi dei servizi è il più basso della Regione Emilia-Romagna», al di sotto della media nazionale. L’obiettivo, conclude l’assessore, è che le scuole pubbliche non siano «solo il luogo in cui si concentrano gli utenti meno abbienti, respingo con forza l’idea di mettere in pratica proposte che di traducano in una “scuola di classe”».

Quanto all’offerta di cooperazione da parte degli asili privati, Felletti «concorda sulla necessità di migliorare il sistema di collaborazione e coordinamento, che è comunque già funzionante a più livelli tra tutti i soggetti pubblici e privati che gestiscono servizi per l’infanzia della città (Coordinamento pedagogico provinciali, Commissioni qualità che coinvolgono gli enti gestori dei servizi a gestione indiretta e in convenzione), pur nel rispetto delle pecularità di ognuno e delle regole».

Intanto la Regione ha confermato nel 2016 il finanziamento da 4,1 milioni per le scuole d’infanzia comunali e private. Ferrara è tra province emiliane con maggiore presenza di asili non statali: 79 istituti con 4.627 iscritti (60,67%). (s.c.)

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