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118, finisce nel mirino la delega agli infermieri

118, finisce nel mirino la delega agli infermieri

Sanzioni dure da parte dell’Ordine dei medici di Bologna a quattro professionisti «La diagnosi spetta ai camici bianchi». L’Fp Cgil: decisione nociva per i cittadini

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FERRARA. «La diagnosi a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi è una diretta, esclusiva e non delegabile competenza del medico e impegna la sua autonomia e responsabilità». Queste parole, contenute nel testo dell’articolo 3 del codice deontologico del medico, hanno motivato la recente decisione dell’Ordine dei medici di Bologna che ha inflitto la sospensione fino a sei mesi a quattro medici del servizio 118 mentre a carico di altri cinque è stato aperto un procedimento disciplinare in itinere. La notizia, pubblicata alcuni giorni fa sul quotidiano la Repubblica, ha messo in fibrillazione gli ordini professionali dell’Emilia Romagna, attivato consiglieri regionali e parlamentari e suscitato la reazione preoccupata dei sindacati.

Nel mirino, però, non ci sono solo i professionisti sanzionati ma anche il sistema organizzativo del servizio d’emergenza sanitaria (Ferrara appartiene alla stessa area vasta con Bologna, Imola e Modena) che attraverso l’adozione di protocolli operativi oggi consente agli infermieri di sostituire il medico in alcuni interventi ben definiti. La scelta è stata apertamente avversata dal sindacato Snami, che ha sollevato il caso, e la segnalazione oltre a finire sul tavolo dell’Ordine dei medici di Bologna è stata inviata anche alla procura felsinea. Non risulta al momento nessun provvedimento disciplinare a carico di iscritti all’Ordine di Ferrara ma l’iniziativa bolognese non è passata inosservata negli uffici delle aziende sanitarie. Anche nella provincia estense, infatti, come a Bologna e in altre città dell’Emilia Romagna, il sistema del 118 è fondato sulla responsabilizzazione di diversi livelli di professionalità, dall’autista soccorritore, addestrato all’uso del defibrillatore, all’infermiere, al medico.

In provincia sono quattro le automediche (veicoli col medico a bordo) che si spostano fra i luoghi dell’emergenza sanitaria (Casumaro, Ferrara, Copparo, Delta) alle quali si aggiunge l’ambulanza con medico a bordo di Argenta. Dove non riesce ad arrivare il medico perché impegnato in un altro soccorso urgente entra in azione l’infermiere seguendo specifici protocolli. Ce n’è uno per i casi di overdose da oppiacei (la somministrazione del Narcan), per il coma da sospetta intossicazioni da benzodiazepine, per la gestione del dolore e così via. Gli infermieri vengono addestrati attraverso corsi di formazione e ogni anno è previsto un audit, uno scambio di informazioni, sui protocolli applicati. Ma per l’Ordine di Bologna quella delega non è prevista dal codice deontologico e ha sanzionato i medici che hanno predisposto i protocolli operativi.

Ieri sulla questione è intervenuta la Fp Cgil di Ferrara che esprime «grande indignazione in merito alla decisione da parte dell'Ordine dei medici di Bologna di sospendere alcuni medici del 118 per aver predisposto protocolli "infermieristici" che prevedono per specifiche situazioni che gli infermieri del 118 possano attuare manovre salvavita. La sospensione ingiusta di questi medici rappresenta a nostro avviso - prosegue Fp Cgil - una presa di posizione contro tutto il sistema del 118, nociva anche per i cittadini, che hanno il diritto di ricevere un soccorso tempestivo e migliore». Risultati conseguiti, prosegue il sindacatol, grazie a «professionisti che nel tempo hanno acquisito sempre più conoscenze e competenze». I protocolli in utilizzo in Emilia Romagna sono stati definiti «adeguati e idonei a gennaio 2016 dalla Regione Emilia Romagna, attraverso un parere medico-legale», conclude il sindacato. L’auspicio è di «un immediato ritiro del provvedimento da parte dell'Ordine dei medici di Bologna». (gi.ca.)

 

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