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«Continuità e concretezza. Ma noi non molliamo»

«Continuità e concretezza. Ma noi non molliamo»

L'associazione Zona Stadio dopo l'incontro in Prefettura: «La parola chiave è stata continuità. Ed è quello di cui abbiamo bisogno: di sentire che le istituzioni e le forze dell’ordine sono al nostro fianco».

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FERRARA. «La parola chiave è stata continuità. Ed è quello che di cui abbiamo bisogno: di sentire che le istituzioni e le forze dell’ordine sono al nostro fianco». Vissia Zanobi, rappresentante dell’Associazione Zona Stadio, è uscita soddisfatta dalla riunione del Comitato per la sicurezza in Prefettura. «Ero presente anche all’incontro precedente, a settembre, e ho apprezzato molto il fatto che l’approccio sia diventato più diretto e meno istituzionale. L’impressione è che ci sia stata un’inversione di marcia positiva, il questore ha rimarcato la maggiore presenza di agenti e l’impegno contro lo spaccio, da parte del Comandante provinciale dei carabinieri c’è stato l’invito a chiamare per segnalare ogni circostanza, aggiungendo che è meglio intervenire per un falso allarme che sottovalutare un sospetto che può rivelarsi fondato».

Nata prima come Comitato, l’associazione Zona Stadio oltre a proporre iniziative di riconquista del territorio ha raccolto 900 firme per un esposto contro lo stato di degrado e insicurezza del quartiere: «Quelle 900 firme corrispondono a 1800 occhi aperti sui problemi della zona, e non molleremo mai l’osso - continua Vissia Zanobi, ricordando come, da bimba, piazza Castellina fosse un luogo di giochi e accogliente per le famiglie.

Da qui l’apprezzamento per la prossima apertura dell’hotel Elia da parte di un immigrato tanzanese, con il recupero dell’albergo della stazione: «Tutto ciò che è legalità, cura e contributo attivo avrà sempre il nostro pieno sostegno, così come era avvenuto per l’apertura del ristorante Mabò di via Ortigara». Al tempo stesso «abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la gestione delle nuove e sempre più numerose ondate migratorie»

Quello che manca, conclude, è la certezza di vedere coronato l’impegno delle forze dell’ordine: «È frustrante quando dopo l’arresto le persone vengono subito rimesse in libertà, aumentando il senso generale di impunità».

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