Il battesimo di Legacoop Estense
Andrea Benini alla guida del nuovo colosso. Tagliani: «Scelta giusta andare oltre la dimensione provinciale»
«Ce l'abbiamo fatta, mantenendo un impegno che ci eravamo presi. Il tutto in tempi direi dignitosi». È soddisfatto Andrea Benini nella giornata che sancisce la nascita di Legacoop estense, portando a fusione Ferrara e Modena. Un passo atteso e importante, celebrato nello splendido scenario della Pinacoteca nazionale a Palazzo Diamanti: le due associazioni peraltro si muovono sulla scia di colossi cooperativi come Coop Estense, Cir e Assicoop che già di anni operano a cavallo di entrambe le province. E in regione si sono precedentemente costituite sia Legacoop Romagna (Forlì-Cesena più Ravenna e Rimini) sia Legacoop Emilia Ovest (Reggio Emilia, Parma e Piacenza). «Questo è comunque un punto di partenza e non di arrivo - precisa Benini -. Siamo tra i primi a Ferrara a realizzare una dimensione maggiore. Le imprese evolvono, si integrano per fare più massa critica sui mercati e così fanno le associazioni con l'obiettivo di rispondere ai bisogni dei soci e dei territori, che vanno resi più competitivi». La fase economica rimane difficile, prosegue il numero uno di Legacoop Ferrara, «le cooperative hanno tenuto ma hanno subito fallimenti specie nell'edilizia: vi chiedo solidarietà per Lavoranti in legno». Benini sottolinea una cosa: fusione non è assorbimento: «Non è stata frutto di negoziati e trattative - sostiene - ma un riconoscimento ai cooperatori ferraresi. In questa provincia abbiamo il timore di metterci assieme ad altri, di perdere qualcosa. Il risultato ci rassicura: la struttura è unica, le sedi rimangono due e la governance è rappresentativa. Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare il territorio». Ora la prossima fase sarà segnata dalla nascita, nel gennaio del prossimo anno a Roma, dell'Alleanza cooperativa italiana che unirà Legacoop a Confcooperative e Agci, oltre gli steccati ideologici del tempo che fu tra realtà "rosse" e "bianche". Prima di Benini avevano preso la parola nel corso dell'assemblea la neodirettrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli (anche qui l'unione tra i musei statali di Modena e Ferrara, guarda caso, frutto della recente riforma impostata dal ministro Franceschini) e Tiziano Tagliani. «Ho deciso di non preoccuparmi del tema Aree vaste, un problema che non è tale - aveva esordito il sindaco nonché presidente della Provincia -. L'Emilia Romagna è il cuore del mondo cooperativo italiano, passa attraverso la storia di questi territori, e nello stabilire come un'esperienza si radica non si può prescindere dal fatto che la realtà è cambiata e che servono relazioni più ampie. La vostra scelta di andare oltre la dimensione strettamente provinciale - ha chiuso Tagliani - non può che fare bene, in bocca al lupo».
Fabio Terminali
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