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«Ponte sul Po nuovo o raddoppio, bisogna investire»

Lo studio di fattibilità per un nuovo ponte sul Po a quattro corsie
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Lo studio di fattibilità per un nuovo ponte sul Po a quattro corsie

A Occhiobello rispolverano uno studio di fattibilità del 2008. Il sindaco Daniele Chiarioni: meglio costruire una struttura moderna. Il costo? Circa 60 milioni. Fino alle 18 di sabato 12 marzo si procederà a senso unico alternato

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FERRARA.  Il raddoppio dell’attuale ponte della Statale 16 o, in alternativa, un ponte nuovo di zecca più a monte. Sono queste le soluzioni per eliminare la strozzatura di Santa Maria-Pontelagoscuro che anche in questi giorni, per una banale operazione di manutenzione a un giunto, sta facendo impazzire in traffico da e per il Veneto, con circolazione a senso unico alternato fino alle ore 18 di sabato 12 marzo per consentire (salvo condizioni meteo) il completamento dei lavori per riparare il cedimento di un giunto.

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A riproporre queste soluzioni, che hanno ovviamente costi molto differenti, è il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, che ieri nel venire in redazione alla Nuova ha evitato per pochi minuti l’ennesimo intoppo causato da un tamponamento tra un tir e due auto, all’altezza dell’imbocco del ponte. «Quel ponte è stato costruito nel 1949 e mostra tutta la sua età, la soluzione più logica sarebbe costruirne uno nuovo - è il ragionamento di Chiarioni - La posizione migliore sarebbe tra Santa Maria e Occhiobello, dopo il cimitero, in connessione con la rotatoria e la nuova viabilità in costruzione a nord dell’abitato, e la possibilità di collegarsi sul lato emiliano all’uscita dell’A13 Ferrara Nord. Certo, servirebbe un nuovo collegamento viario sul versante ferrarese, e lo stesso ponte sarebbe più lungo dell’attuale: 650 metri a quattro corsie, contro 400 metri a due. Il costo? Circa il doppio rispetto all’ipotesi di raddoppiare il ponte esistente, con un altro manufatto a due corsie, collegandosi alla viabilità già esistente: questa soluzione costerbbe 25-30 milioni di euro». Le due ipotesi sono tratte da uno studio di fattibilità donato agli enti locali da un ingegnere veneto, Alessio Pipinato, che si era interessato alla questione quando l’attuale sindaco di Occhiobello era appunto assessore provinciale di Rovigo, nella seconda metà degli anni Duemila.

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Chiarioni “tifa” per il ponte nuovo, anche perché «quello vecchio fa da diga alla corrente, accumulando detriti durante le piene, a causa dei suoi numerosi piloni. Un manufatto costruito con criteri più moderni, ad appena 3 piloni, risolverebbe anche questo problema. Per non parlare della massa dei mezzi in transito: spesso devono affrontare quel passaggio dei trasporti eccezionali sul percorso Mantova-Ravenna che hanno anche dieci assi, con i problemi facilmente immaginabili». Il problema è naturalmente di tipo economico, visto che un’opera del genere non potrebbe che essere finanziata direttamente dall’Anas, che nel suo piano quinquennale d’investimenti prevede di spendere già 593 milioni sulla Statale 16, ma non per il tratto ferrarese-polesano (del resto l’arteria unisce Padova a Otranto). «L’importanza strategica dell’eliminazione della strozzatura di Santa Maria-Ponte è evidente, anche perché con la costruzione della Cispadana autostradale e della bretella di Nogara il flusso di traffico non potrà che aumentare. Bisognerebbe coinvolgere anche la Società autostrade - è la riflessione del sindaco polesano - come in effetti era stato fatto nel protocollo del 2008, perché il ponte dell’A13 è privo di corsie d’emergenza e sempre più spesso in difficoltà per problemi meteo, come nebbia e ghiaccio. Le due Regioni dovrebbero pure svolgere un ruolo importante, anche se Veneto strade non è più operativa».

La mobilitazione seguita all’ennesimo problema di manutenzione ha se non altro mosso le acque ferme a otto anni fa: l’Anas ha garantito per il 2017 un restyling del ponte, anche se non della carreggiata, e diversi parlamentari e consiglieri regionali di entrambe le sponde si sono fatti avanti per preannunciare interrogazioni. «Speriamo possa servire, per noi quello è “il” ponte, tanto che abbiamo piazzato un presidio di polizia locale» conclude Chiarioni, prima di affrontare la coda del rientro, ieri consistente fin dalle prime ore del pomeriggio. I lavori per sistemare il giunto danneggiato proseguono, anche se non di notte o nel weekend.

Stefano Ciervo

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