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«Grazie a un uomo onesto ho riavuto la mia borsetta persa a Ferrara»

«Grazie a un uomo onesto ho riavuto la mia borsetta persa a Ferrara»

La signora l’aveva dimenticata in un carrello nel parcheggio dell’iper Il Castello Era in Superstrada quando, in un colpo, ha saputo di averla smarrita e ritrovata

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FERRARA. Una borsetta dimenticata in un carrello nel parcheggio sotterraneo di un ipermercato, con dentro i documenti e il portafoglio contenente soldi, bancomat e carta di credito. Quante probabilità ci sono di ritrovarla intatta? Se la risposta che vi viene alle labbra è “una su un milione”, allora la signora Farida Piva di Bosco Mesola ha azzeccato proprio quella milionesima possibilità.

O forse siete troppo pessimisti. Quella avvenuta venerdì mattina è una storia di (stra)ordinaria onestà nonché, una volta tanto, una buona notizia che la cognata di Farida, la signora Mara Mangolini, ha voluto raccontarci. Dunque venerdì mattina Farida va all’ipercoop il Castello per fare la spesa. Ha un po’ di fretta, perché a casa sono arrivate visite e bisogna preparare il pranzo. Compra tutto l’occorrente e, piena di buste, torna all’auto nel parcheggio sotterraneo.

Prende la chiave dalla tasca del giubbotto, mette la spesa in macchina, accende il motore e parte. Ha ormai percorso un bel pezzo di Superstrada, quando riceve una chiamata sul cellulare. È suo figlio Alessandro, che vive in Liguria. «Mamma, hanno trovato la tua borsa all’ipercoop». Immaginate il suo stupore visto che, con tutte le sportine in mano, non si era accorta di averla lasciata nel carrello.

Era successo che poco dopo un signore aveva notato la borsa abbandonata e, senza esitare un attimo, l’aveva consegnata al personale del Castello. Nella borsetta c’era un’agenda con la rubrica telefonica e gli addetti hanno composto il numero del primo nome riportato, Alessandro, proprio il figlio della signora. La quale, una volta recuperata “sana e salva” la borsetta, ha voluto rinnovare attraverso la Nuova Ferrara i ringraziamenti sia all’anonimo “benefattore”, sia al personale del Castello «per la gentilezza e l’efficienza». (a.m.)

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