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il ricordo dei figli, Paola ed Enrico

“I luoghi del silenzio” di Bassani

“I luoghi del silenzio” di Bassani

Presentato il cortometraggio degli studenti del Liceo Carducci

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Sono state due ore emozionanti e intense, quelle trascorse ieri dagli studenti del liceo Scienze umane Carducci. Nell'ambito delle iniziative per il centenario della nascita di Giorgio Bassani, si è ricordato il grande autore ferrarese, alla presenza dei figli, Paola ed Enrico. Il momento clou della giornata è stato la visione del cortometraggio "I luoghi del silenzio", realizzato da Joseph Ragnedda, studente di 5G, indirizzo musica e spettacolo. Come attori hanno partecipato gli studenti di terza, dello stesso indirizzo. Con le musiche di Arcade Fire, e la colonna sonora "Song on the beach" dal film "Lei", gli artisti in erba hanno reso un sapiente omaggio a Giorgio Bassani, ispirandosi al romanzo "Il giardino dei Finzi-Contini". Girato in bianco e nero, il corto riproduce un'atmosfera anni '30, con i protagonisti, vestiti alla moda dell'epoca, che percorrono in bicicletta i luoghi più citati dallo scrittore, come Corso Ercole d'Este e le mura estensi. Ovviamente questo è stato reso possibile con l'aiuto dei docenti, tra cui Antonio Cavicchi, Linda Baiolini e Tiziana Grillanda, insegnante di lettere e latino, che spiega: «il cortometraggio è il risultato di una commistione tra letteratura, cinema, arte. Preziosa si è rivelata la collaborazione con il docente Michele Ronconi, esperto di storia dell'arte ferrarese e che ha saputo indicarci i luoghi bassaniani. Per realizzare il video sono serviti mesi di studio preparatorio, mentre in una gelida mattina lo abbiamo girato, facendo fermare le persone che correvano sulle mura o che transitavano per corso Ercole. E' già stato visto in numerose occasione pubbliche in città e abbiamo intenzione di inviarlo al Ministero della pubblica istruzione». Il corto evoca perfettamente una Ferrara metafisica e silenziosa, e la stessa Paola Bassani lo ha definito «un capolavoro, un filmato stupendo», esprimendo anche parole importanti per la giornata, che è caduta proprio «dopo il compleanno di mio padre, ho apprezzato molto anche la lettura da parte di Gioia Galeotti del racconto "La fuga al mare" del 1936, pubblicato sul Corriere Padano, dove si ha una visione moderna e psicologica della città, una Ferrara ambigua, dove le cose non si dicono, ma che mio padre ha amato molto. Da una visione astratta di Ferrara, solo negli anni 50, a Roma, mio padre è riuscito a passare ad una più realistica. Da quel momento la chiama con il suo nome per esteso e ci riesce grazie a Pier Paolo Pasolini». Il legame con Pasolini e lo sport è ripreso anche dal figlio Enrico, che ricorda la bravura eccezionale dell'autore ferrarese nel giocare a tennis e le partite di pallone con lo scrittore romano «nei campetti di Lungotevere, e più che partite erano guerre». Durante la giornata è intervenuta anche Antonella Guarnieri, responsabile del Museo del risorgimento e della resistenza, che ha fatto un excursus storico sulla Ferrara durante il fascismo e ha rievocato il rapporto che la legava all'autore, e Roberto Rizzo, germanista, che ha tenuto a Berlino una conferenza su Giorgio Bassani.

Veronica Capucci

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