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IMATTEO invitato nel paese di rodari

Petaloso-mania senza freni Nascono la pizza e un vino

Petaloso-mania senza freni Nascono la pizza e un vino

Mentre la famiglia Trovò e il Comune di Copparo si preparano a lanciare ufficialmente il marchio imperniato sulla nuova parola inventata dal piccolo Matteo, l’onda lunga della Petaloso-mania si è...

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Mentre la famiglia Trovò e il Comune di Copparo si preparano a lanciare ufficialmente il marchio imperniato sulla nuova parola inventata dal piccolo Matteo, l’onda lunga della Petaloso-mania si è spostata dai social network alla vita reale. Ne sono un esempio le sole notizie di ieri, da citare alla rinfusa. «Caro Matteo e cara maestra Margherita, abbiamo un amico comune e si chiama Gianni Rodari» comincia la lettera di Alberto Poletti, direttore del Parco della fantasia intitolato allo scrittore piemontese, che ha invitato il giovane inventore, la maestra e l’intera classe a trascorrere due giorni al parco letterario dedicato al poeta più amato dai bambini. “Petaloso” si chiamerà anche un vino, un rosato di uve Lacrima di Morro d’Alba prodotto nello Jesino: il viticoltore bio Massimo Palmieri lo aveva creato assieme ai figli di 8 e 13 anni. Naturalmente i primi due cartoni della produzione di “Petaloso” saranno inviati a Matteo e alla maestra Margherita.

C’è poi l’invenzione che la Coldiretti nazionale ha sfornato per festeggiare la candidatura all’Unesco della pizza italiana: la “Petalosa”, naturalmente. Si tratta di una pizza dedicata alla donna, preparata con fiori commestibili (viola del pensiero, viola cornuta, bocca di leone e calendula) e con tutti ingradienti italiani, dalla farina al pomodoro, dall’olio alla mozzarella. È stata realizzata dalle agrichef Stefania Nobili e Nazzarena Ferretti, e presentata nell’area di Campagna amica in occasione della rassegna “Verdi passioni” di ModenaFiere.

C’è infine da segnalare l’effetto-contagio dell’invenzione di Matteo. Nel giro di pochi giorni sono arrivate all’Accademia della Crusca, che ha certificato la qualità dell’aggettivo inventato da Matteo, oltre 500 mail e lettere con proposte di nuovi termini. «Che ne pensate di smoggoso?», cioè pieno d’inquinanti; e poi ancora «brontolite», «vigghioso», «profumoso», «dondoloso», «sbrocchevole», «brontolite», «capelloso». Gran lavoro per la esaminatrice Maria Cristina Torchia.

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