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CINEMA

Suffragette, la lotta delle donne per conquistare il diritto di voto

di GIAN PIETRO ZERBINI
Un momento del film "Suffragette"
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Un momento del film "Suffragette"

Un film al femminile per la festa dell'8 marzo

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Suffragette


Un film di Sarah Gavron. Con Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Brendan Gleeson, Anne-Marie Duff, Ben Whishaw. Drammatico, durata 106 minuti - Usa, 2015.


Tante donne coraggio, disposte a lottare, anche usando le maniere forti, per ottenere i diritti più elementari a cominciare proprio dal diritto di voto. Il termine “suffragetta”, che offre lo spunto per il titolo al film, è stato coniato in senso ironico dalla stampa britannica nei primi anni del secolo scorso per indicare le attiviste a favore del suffragio elettorale alle donne, movimento politico che in realtà si chiamava Wspu.

Le pari opportunità non esistono ad inizio Novecento nemmeno nella più evoluta Inghilterra e le donne vanno incontro a discriminazioni di tutti i tipi. È un film per le donne e la loro emancipazione in una società fortemente radicata a concezioni maschiliste, un’opera fortemente voluta dalla regista Sarah Gavron fin dal 2007, che è riuscita a creare un ottimo cast e non solo al femminile. I colori del movimento femminista inglese: viola, bianco e verde, sono una specie di fil rouge cromatico lungo tutto il film.

Anche i costumi hanno un’importanza rilevante nella storia per delineare  le caratteristiche delle protagoniste: dai pantaloni da cavallerizza indossati da Helena Bonham Carter, alla moda più edoardiana nei vestiti di Meryl Streep, che interpreta Emmeline Pankhurst, l’autorevole leader del movimento: un’icona nell’icona. Ma soprattutto va riconosciuta la grande interpretazione del personaggio chiave, la lavandaia interpretata da Carey Mulligan, che ha recentemente indossato i panni di un altro personaggio femminile forte, Bathsheba Everdene, in “Via dalla pazza folla” del regista danese Thomas Vinterberg.

Il racconto verte anche sulla questione morale dell’uso della violenza per ottenere le cose. Buona l’ambientazione, con certe scene che danno il senso di quegli anni di conflitti lungamente e inspiegabilmente taciuti dai libri di storia, dove le suffragette uscivano invece con l’immagine distorta che traspariva anche da film come "Mary Poppins".

Gian Pietro Zerbini

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