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«Il ponte? Sì, nuovo o allargato»

Il Ponte sul Po a senso unico alternato a causa dei lavori: ottavo giorno di disagi
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Il Ponte sul Po a senso unico alternato a causa dei lavori: ottavo giorno di disagi

I commercianti di Occhiobello: basta disagi. «E il futuro outlet porterà ricchezza qui e a Ferrara»

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FERRARA. Nel romanzo di Norman Mclean “In mezzo scorre il fiume” era un corso d’acqua a unire e a separare la vita di due fratelli americani appassionati di pesca con la mosca. Anche in Emilia Romagna a legare e a dividere Ferrara e Santa Maria Maddalena, piccolo centro del rodigino, c’è un fiume. Per decenni i negozianti estensi hanno accusato i concorrenti che vivono sull’altra sponda del Po di fare dumping grazie alle agevolazioni riconosciute alle zone svantaggiate (la rotta del Po nel ‘51 seminò distruzione e morte proprio in quei territori).

Oggi nel mirino, sotto le torri del Castello, è finito l’outlet che dovrebbe aprire i battenti a Occhiobello dopo l’estate. Al punto che l’idea di costruire un nuovo ponte sul Po ha innescato le reazioni critiche di Ascom e Confesercenti Ferrara, spaventate dalla capacità di richiamo del futuro polo commerciale.

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Sull’altra riva, però, lo scenario si ribalta e un nuovo ponte o allargato, come pure l’outlet, sono considerati un’oppotunità non una minaccia. Silvia Cenacchi, titolare del ristorante pizzeria Roma, a due passi dall’argine, fa in fretta i conti del disagio tradotto in minuti, anzi in ore. «Mia figlia esce da scuola, a Ferrara, alle 13.10 - spiega - Sa a che ora rientra a casa da quando il ponte è transitabile a senso alternato? Alle 15. Molti clienti del ristorante, che arrivano da Pontelagoscuro, in questi giorni hanno diradato i loro passaggi. Per i pendolari, ogni volta che il collegamento viene chiuso per un motivo o per l’altro, lo stato del ponte rappresenta un problema: uno nuovo potrebbe essere una buona soluzione».

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Antonella Romani, un lavoro in pasticceria a Ferrara, residenza a Santa Maria Maddalena e pizzeria al taglio (del figlio) nel centro del paese, ricorda che «chi deve attraversare il ponte periodicamente o tutti i giorni deve fare i conti con code, ritardi e chiusure. Io mi sposto per lavoro nelle ore notturne e quindi risento meno del traffico, ma devo ammettere che quando c’è molto flusso uso l’autostrada. Credo che l’allargamento potrebbe essere utile per tutti».

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A favore del raddoppio delle attuali due carreggiate si schierano anche Isabella Zanotti e Marco Ghirello, che gestiscono un’edicola in via Eridania. «I disagi, in caso di lavori, sono evidenti e non solo per chi circola in auto. Il bus, infatti, in questo periodo si ferma a Pontelagoscuro e per attraversare il ponte ci si affida a una navetta», ricordano i due commercianti.

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Chiara Faliva è la titolare di un negozio di fiori, Flowers Avenue, in via Eridania, e conferma «il calo del traffico in questo periodo» che si aggiunge a un altro «disagio: la chiusura di un tratto della strada dell’argine. Un ponte allargato o nuovo potrebbe essere una scelta condivisibile». L’Anas però ha già escluso, per carenza di fondi, entrambe le ipotesi annunciando un possibile restyling con rifacimento dei giunti e riverniciatura dei montanti in metallo. «Vada, ma il cantiere lo aprano in agosto - commenta Chiara Faliva - non nei periodi in cui si lavora di più. Per quanto mi riguarda vedo già con preoccupazione l’8 marzo, il giorno delle mimose, perché il ponte sarà ancora interessato dai lavori».

Marta Brzegowa, del ristorante la Gardenia, in via Eridania, fa il tifo per l’outlet «che porterà visitatori e clienti. Anche un ponte nuovo sarebbe il benvenuto».

Cristina Malavasi, al banco della parafarmacia l’Angolo della Salute, in via Eridania, è fermamente convinta che «serve un nuovo ponte, bello, scorrevole e sicuro» e che «l’outlet farà girare più clienti qui ma porterà visitatori anche nella stupenda e antica Ferrara».

Valentina Maragno, della pasticceria Le Dolcezze, in centro, investirebbe in due opere: l’allargamento del ponte e il completamento della tangenziale da via Eridania alla statale 16.

Sintetica e netta Milvia Pedretti, fiorista di “Emozioni Garden”, in via Eridania: «Ci vuole un ponte nuovo e più largo. Basta con questi continui lavori, poche sere fa sul lato di Ferrara c’era un chilometro di coda. Non si può tenere per settimane quel collegamento chiuso o a mezzo servizio». (gi.ca.)

 

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