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A Ferrara crescono i prestiti In un anno aumento del 26%

A Ferrara crescono i prestiti In un anno aumento del 26%

Tornano a correre le richieste di prestiti delle famiglie. A febbraio, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a Ferrara l'aumento è stato del 26,1%: un segno più che per dimensioni è al 18º...

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Tornano a correre le richieste di prestiti delle famiglie. A febbraio, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a Ferrara l'aumento è stato del 26,1%: un segno più che per dimensioni è al 18º posto su scala nazionale tra le province. La classifica è stata stilata dal quotidiano Il Sole 24 Ore, sulla base del sistema di informazioni creditizie Crif. L'incremento delle domande di finanziamento può essere interpretato come il segnale di una maggiore fiducia da parte dei consumatori e come un indice del fatto che i consumi potrebbero aumentare in modo più significativo che nel recente passato. Anche se il timore è quello di una possibile spirale di indebitamento. «Questo dei prestiti è uno dei segnali positivi - commenta Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio - che ci fanno ben sperare, anche se ancora non si vede una ripresa vera e propria dell'economia. Il risultato di Ferrara ci conferma che non abbiamo nulla da invidiare alle altre province: le imprese sono pronte a fare la propria parte e a raccogliere la sfida». Dall'indagine statistica emerge inoltre che dalle nostre parti l'importo medio di finanziamento richiesto si aggira sui 6.247 euro, un poco sopra la media italiana di circa 5.700 euro. Ma prestiti per fare cosa esattamente? Mentre a livello nazionale quelli personali calano ancora del 3,4%, crescono quelli finalizzati all'acquisto di beni durevoli, come elettrodomestici, auto, mobili, elettronica di consumo. E proprio le offerte "a tasso zero" delle grandi catene incidono sulle dinamiche. Tra l'altro a Ferrara la spesa in beni durevoli nel corso del 2015, rispetto all'anno precedente, è cresciuta del 6%, fermandosi a quota 377 milioni di euro, secondo i dati Findomestic-Prometeia. Un aumento in media con il resto dell'Italia. Certo, i valori sono ancora distanti dai picchi fatti segnare prima della crisi economica, ma la tendenza sembra incoraggiante. «Lo si nota anche da altre statistiche - aggiunge Govoni - come quelle del calo dei fallimenti d'impresa o dell'aumento della registrazione dei marchi, dove c'è un grande fermento. Segnali che non vanno enfatizzati ma su cui impostare uno sforzo collettivo che deve vederci tutti a disposizione per creare un ambiente favorevole alle imprese».

Fabio Terminali

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