Portomaggiore, abusiva parte del “nuovo” poligono
Tre morti nell'incendio. Il Comune non avrebbe dato i permessi, ma i titolari hanno comunicato l’inizio delle attività alle forze di polizia
PORTOMAGGIORE. I permessi a costruire il piano soppalcato all’interno del poligono di Portomaggiore potrebbero non esserci. In Comune non risulterebbe alcuna denuncia di inizio attività (dia) e la strada per i titolari dell’attività appare sempre più in salita. Il “nuovo” poligono potrebbe abusivo. E la domanda sorge spontanea: possibile che nessuno si sia mai accorto del cantiere aperto in un capannone in pieno centro a Portomaggiore? Possibile. Perché si tratta di un privato che ha deciso di fare lavori all’interno della sua proprietà ed è proprio lui che avrebbe dovuto darne comunicazione. O meglio, le cose sono un po’più complesse.
Il poligono apre nel 2012, da capire con quale tipologia di attività visto che l’asd (associazione dilettantistica sportiva) non è mai stata costituita, tanto che nei giorni scorsi tre persone sono state denunciate per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e per la vendita di munizioni non avendo autorizzazioni. Nel 2015 viene realizzato il piano superiore, a quanto pare senza alcun permesso da parte dell’amministrazione comunale. Eppure i titolari danno comunicazione alle forze di polizia, così come previsto dalla legge, di inizio attività.
Tutti, quindi, salvo smentite che potrebbero a questo punto arrivare dai vari corpi, sapevano che in quel capannone, che ospitava un macello prima e un negozio di riparazione computer dopo, era stato messo in piedi un poligono di tiro. Ma come può una attività del genere, che pare addirittura non esistere per la legge, andare avanti per anni? E cosa è successo la mattina del 10 gennaio all’interno del poligono? A quanto pare il fuoco è partito dal basso, dal piano seminterrato e ad una velocità spaventosa le fiamme hanno avvolto il soffitto del primo piano, quello appena realizzato e per il quale non ci sarebbero le autorizzazioni.
Gli inquirenti stanno analizzando i materiali utilizzati, dai pannelli alle colle e stanno indagando anche sugli impianti elettrici, sul sistema di pompaggio forzato e di aerazione. Tre persone, Lorenzo Chiccoli, 73 anni, pensionato e cacciatore, di Masi San Giacomo; Paolo Masieri, 47 anni, appassionato di soft air, fornaio e Maurizio Neri, 66 anni, di Borgo Sant’Anna, pensionato sono morte nel rogo. E i familiari chiedono a gran voce che venga fatta chiarezza.
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