Delitto di Aguscello, le difese contro l’ergastolo
Tutti dal giudice Tassoni il 5 maggio: si attende il consenso di legali e imputati per l’udienza pubblica
FERRARA. L'udienza preliminare è fissata al 5 maggio quando Ivan Pajdek, Constantin Fiti e Patrik Ruszo dovranno presentarsi all’udienza preliminare, prima tappa giudiziaria del processo, per rendere conto dell’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e per aver fatto morire Tartari per "coprire" la rapina. Davanti al giudice Piera Tassoni e al pm Filippo di Bendetto ci saranno i loro difensori: rispettivamente Daniele Borgia, Alberto Bova e Filippo Sabbatani.
Nell’aula del tribunale saranno presenti anche i familiari della vittima, il fratello Marco e la sorella Rita Tartari, che si costituiranno parte civile con l’avvocato Eugenio Gallerani. L’accusa di omicidio aggravato è punibile con il reato dell’ergastolo. E anche il rito del giudizio abbreviato (che permette automaticamente a chi lo chiede uno sconto di un terzo della pena) potrebbe - per un gioco delle aggravanti prevalenti - non risparmiare il carcere a vita ai tre imputati. Che in aula al giudice e alle parti potranno raccontare ciò che hanno già riferito, copiosamente, durante le indagini. E formalizzare anche nuove rivelazioni (Pajdek), i pentimenti (Ruszo) e nel caso di Fiti, finalmente, rompere il suo silenzio. L’udienza è in camera di consiglio, come vuole il codice: non è pubblica. Ma lo stesso codice, come abbiamo già illustrato, permettere al giudice di disporre che «il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati». E come abbiamo già sollecitato, gli imputati potrebbero dare il consenso (attraverso i legali) ai giornalisti per presenziare il processo. Ed essere testimoni di quello che sarà, comunque, il processo dell’anno. E non solo.
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