La Consulta torna a puntare i piedi
COMACCHIO. «Ci si saremmo aspettati un comunicato divulgato dall’Asl di Ferrara e, invece, come ormai da copione del resto, è stato incaricato per la bisogna, quale addetto stampa il factotum...
COMACCHIO. «Ci si saremmo aspettati un comunicato divulgato dall’Asl di Ferrara e, invece, come ormai da copione del resto, è stato incaricato per la bisogna, quale addetto stampa il factotum sindaco di Comacchio». Manrico Mezzogori, presidente della Consulta popolare per il San Camillo è tornato alla carica, a due settimane di distanza dal comunicato spedito dal sindaco comacchiese Fabbri sull’avvio della pediatria di gruppo al terzo piano del San Camillo. Mezzogori, in quello che chiama “contro-comunicato”, dopo aver invocato il rispetto degli accordi sottoscritti dal governatore della Regione Vasco Errani per il mantenimento dell’ospedale San Camillo, scrive che «come se nulla fosse successo, il nostro neo addetto stampa Asl si presenta come il salvatore della patria, nonché inquisitore. Portiamo nuovi servizi in spazi vuoti! - cita ironicamente il presidente della Consulta-. In campagna elettorale accusò la Regione, poi oggi accusa i cittadini, che si sono fatti picchiare perché, a suo dire, si sono fatti portare via dei servizi nel 2000”. Il documento riassume tutti gli incontri che dal 2012 ad oggi: dalle conferenze territoriali sanitarie in Provincia, agli incontri in Prefettura, sino a quello definito “il quarto atto del teatro dei Pupi”, la seduta del Consiglio Comunale del 14 dicembre 2015 con la presentazione di una “delibera preconfezionata, definita eufemisticamente mozione”.
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