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Ponte sul Po: «Non è più tempo di pezze la soluzione sia duratura»

Ponte sul Po: «Non è più tempo di pezze la soluzione sia duratura»

Il sindaco di Occhiobello Chiarioni incontrerà due assessori della Regione Veneto Corazzari: contatteremo anche l’Emilia Romagna, si tratta di un’opera strategica

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FERRARA. Mentre Ferrara gioca in difesa e le associazioni commerciali respingono l’ipotesi di un nuovo ponte sul Po digerendo a fatica anche la prospettiva di un allargamento dell’attuale collegamento tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena (Ro), nel Veneto la giunta regionale preferisce muoversi in attacco. L’assessore al Territorio e alla Sicurezza, Cristiano Corazzari, annuncia per oggi, a margine di un incontro con i sindaci già convocato sulla mobilità, un faccia a faccia con il primo cittadino di Occhiobello, Daniele Chiarioni, e con la collega, assessore regionale ai Lavori pubblici, Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti.

«Quel ponte è di importanza strategica per due comunità - commenta Corazzari - collega due aree confinanti e strettamente interconnesse dal punto di vista economico e sociale. Possiamo definirla un’opera di rilievo più che regionale mentre la competenza sulla sua manutenzione è dell’Anas, un ente statale». L’obiettivo dichiarato da Corazzari è coinvolgere tutti i principali attori, compresa la Regione Emilia Romagna, affinchè all’emergenza si risponda «non con l’ennesima pezza ma con una soluzione valida a lungo termine». La manutenzione straordinaria dei giunti associata alla riverniciatura dei montanti, prospettate dall’Anas, potrebbe andare quindi stretta alla giunta veneta, anche se Corazzari non si sbilancia a favore di nessuna possibile soluzione. Perché proprio con l’Anas, le risorse disponibili e la lista delle priorità fissate dall’ente bisogna fare i conti per capire con quali margini di azione politica e finanziaria si dovrà confrontare il territorio (da una parte e dall’altra del Po) per rendere l’opera adeguata ad un flusso veicolare, in buona parte costituito da mezzi pesanti, ormai esorbitante rispetto alle attuali dimensioni e allo stato del manufatto, la cui costruzione risale a quasi 70 anni fa.

Corazzari ribadisce che «alla fine di questo confronto che coinvolge più attori si dovrà individuare una soluzione definitiva, noi puntiamo a questo».

Daniele Chiarioni, il sindaco di Occhiobello, sa che un ponte-imbuto non è la condizione più apprezzata dai residenti e dai commercianti del comune che amministra. «Alla Regione Veneto - annuncia - chiederò la disponibilità a costituire un coordinamento con l’Emilia Romagna per convincere l’Anas ad inserire il problema del ponte sul Po tra le sue priorità. Inoltre le Regioni dovrebbero assumere a loro carico l’onere della progettazione: partendo da un’ipotesi concretamente realizzabile sarebbe più facile far marciare ogni intervento utile. Anche la Società Autostrade, infine, potrebbe avere un ruolo perché quando vengono chiusi i caselli sull’A13 il traffico si scarica inevitabilmente sulla statale». (gi.ca.)

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