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«In aula non c’è niente da nascondere»

«In aula non c’è niente da nascondere»

Gli avvocati difensori sull’udienza a porte aperte: ma spetta agli imputati dare il consenso

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Ieri mattina hanno avuto conferma della data dell’udienza, il 5 maggio. E toccherà loro, ai legali della difesa, raccogliere il consenso da parte dei tre imputati a celebrare l’udienza a porte aperte, renderla pubblica e non a porte chiuse come prevede il codice di procedura, senza fotografi o telecamere, però, come viene consentito spesso ma solo penna e taccuini. «Parlerò con il mio assistito - spiegava ieri l’avvocato Alberto Bova che assiste Constantin Fiti - e gli chiederò cosa intende fare, valuterà lui è una scelta che riguarda lui soltanto, si tratta di valutazioni personali». Ricordiamo che Fiti continua a sostenere di esser del tutto estraneo a rapina e omicidio: di aver solo partecipato allo shopping con le carte rubate a Tartari. Per Filippo Sabbatani, che difende Patrik Ruszo, la richiesta potrebbe essere accolta: «Chiederò al mio assistito ma per quanto mi riguarda sono assolutamente d’accordo, non c’è niente da nascondere e niente da scoprire: dovrà decidere lui però se accordare il consenso alla pubblicità dell’udienza». Anche Daniele Borgia, difesa Ivan Pajdek, è sulla stesa lunghezza d’onda: «Presenterò la richiesta a Pajdek e vedrò cosa mi dice: non ho problemi per conto mio, credo valga anche per lui al quale spetterà dare il consenso». Intanto, i legali hanno ottenuto o faranno richiesta per il loro assistiti del gratuito patrocinio: difese pagate dallo Stato, per chi non ha risorse, come previsto dalla legge.

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