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«Molte tombe esposte a degrado»

«Molte tombe esposte a degrado»

Danni al cimitero di Settepolesini, per la Baias si tratta di problemi dovuti al passare del tempo

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SETTEPOLESINI. Il cimitero di Settepolesini versa in condizioni critiche, per quanto riguarda molte tombe “storiche”. Si parla di manufatti anche datati 1920-’25.

Lo spettacolo che si è presentato nel weekend, dinanzi ad alcuni parenti, recatisi in visita ai loro cari, è stato desolante. Lapidi spezzate, probabilmente dai fenomeni atmosferici intensi di questi giorni, dall’incedere inesorabile degli anni e dal degrado. Eppure, quello di Settepolesini è un camposanto dal valore simbolico e storico, dove sorge una targa dell’Anpi, testimonianza del ricordo di Probino Maestri, legato alla Resistenza. Il Comune e anche l’azienda che ha in appalto la gestione dei cimiteri del territorio si trovano di fronte a tombe private, spesso poco frequentate dai parenti dei defunti, che cadono a pezzi.

«Molte di queste tombe private – spiega Ferioli dell’azienda Baias di Mirandola, che gestisce i cimiteri sul territorio comunale – sono esposte a degrado naturale, perché hanno 90 o 100 anni. I parenti, in molti casi, sono scomparsi o lontani, fatto sta che l’unico modo per cercare di risolvere il problema è l’esumazione delle salme. Nel 2009 – continua Ferioli – abbiamo esposto un cartello in tale senso, ma non si è presentato nessuno». Trattandosi di tombe private, ma in un luogo di pertinenza comunale, dove va mantenuto l’ordine, il Comune può procedere (non alla riparazione del manufatto; ndr) all’esumazione per motivi di decoro.

«Una volta esumate le salme – dice Ferioli – i resti dei defunti vengono depositati nell’ossario comune. Anche per liberare spazio per le future sepolture. La decisione, tuttavia, spetta all’amministrazione». Sui casi di vandalismo, che hanno visto staccate alcune lettere e foto da alcuni loculi, non si esclude che qualche parente lontano (che teme di non essere avvertito dell’esumazione dell’estinto) stacchi la foto per conservarla. Dall’azienda gestrice del servizio viene assicurato che anche questo fenomeno non è del tutto nuovo.

Anche se la posizione isolata del cimitero, che si trova proprio nella curva che porta da via Comunale a strada Argine Cittadino, poco distante dall’antica chiesa, lo espone ad atti come questi.

«Cimiteri come Settepolesini, San Biagio (che un tempo avevano una certa popolazione, ora ristretta a qualche centinaio di persone) forse non avrebbero oggi ragione di esistere. Casi di vandalismo – continua Ferioli – si registrarono a Gavello, anni fa; ma a Settepolesini, colpire una tomba in una distesa molto fitta, sembra un atto privo di senso. Per il resto, se si eccettuano i danni per il terremoto a Scortichino, dove i privati possono effettuare le riparazioni alle lapidi, a Stellata o Bondeno capoluogo eseguiamo esumazioni ordinarie. Il problema sussiste in campi santi di piccole frazioni, dove le tombe sono molto datate». (mi.pe.).

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