«Nuovi progetti La Regione Veneto convoca il tavolo»
Chiarioni rivela le rassicurazioni dell’assessore De Berti Il no anti-Outlet dei commercianti ferraresi? «Meschino»
Sarà la Regione Veneto a fare da pivot per l’apertura di un tavolo istituzionale sul nuovo ponte sul Po tra Ferrara e Rovigo. La promessa è stata spesa ieri mattina a Venezia dall’assessore alle Infrastrutture, Elisa De Berti, al sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, che era andato a perorare la causa di un nuovo collegamento interregionale, nei giorni di passione per i lavori di Pontelagoscuro. «L’assessore De Berti ha chiarito anzitutto che non ci sono soldi, nel senso che la Regione Veneto non può finanziare un’opera del genere, ma questo lo sapevamo già: quando invece ha capito il senso delle nostre richieste, cioè l’esigenza di una forte azione politica per aprire questo dossier, si è dimostrata subito disponibile - è il racconto di Chiarioni - Del resto De Berti è stata sindaco di Isola Rizza, un Comune veronese che sta proprio sulla Transpolesana, e quindi ha un fronte aperto con l’Anas: assicuro che le condizioni di quella superstrada non sono molto migliori di quelle della Ferrara-Lidi, per fare un esempio molto citato nel Ferrarese». In concreto l’assessora, che è stata sollecitata anche dal suo collega di giunta, il polesano Cristiano Corazzari, a fianco del sindaco di Occhiobello, si è presa l’impegno di contattare l’omologo emiliano, Raffaele Donini, i Comuni interessati e la stessa Anas, per aprire un tavolo di coordinamento sul collegamento Ferrara-Rovigo. Non si parla ancora di ipotesi progettuali, e quindi di scelta tra costruire un ponte nuovo a nord di Santa Maria Maddalena oppure proporre il raddoppio di quello esistente, ma è chiaro fin da ora che a supportare il peso finanziario dell’intervento sarebbe in gran parte l’Anas: stando ad uno studio preliminare in mano al Comune di Occhiobello e alla Provincia di Rovigo, si parla di una trentina di milioni per affiancare al ponte attuale altre due carreggiate, fino al doppio di questa cifra per costruire un collegamento nuovo, con tanto di viabilità nel territorio ferrarese.
Della questione-ponte si è parlato a margine dell’incontro tra la Regione e otto sindaci della sinistra Po (Melara, Castelnuovo Bariano, Ficarolo, Stienta, Occhiobello, Polesella e Papozze), giunti a Venezia tutti assieme in pullman, per discutere della pista ciclabile “cugina” della Destra po. «Si tratta del secondo stralcio dell’infrastruttura che prevede un collegamento tra la viabilità arginale e le piste ciclabili interne di questi centri - spiega ancora Chiarioni - Per quanto riguarda Occhiobello sarà coinvolto viale dei Nati, è un segnale dell’attenzione che la Regione sta mostrando per queste zone».
Il sindaco polesano torna poi sulla polemica avviata dalle associazioni dei commercianti di Ferrara, Confesercenti e Ascom, che hanno bocciato all’unisono l’idea di un ponte nuovo di zecca e, nel caso della Confcommercio estense, anche del raddoppio dell’attuale infrastruttura, valutando questi investimenti al servizio dell’Outlet di Santa Maria Maddalena. «Mi sembra una polemica meschina, valutare questi progetti solo in funzione del tornaconto dei commercianti significa tornare al Medioevo - è il parere di Chiarioni - Ma come, e i pendolari che dipendono dal ponte per il loro lavoro? E il trasporto merci sull’asse Ravenna-Mantova, che vede transitare sull’attuale struttura dei tir enormi e pesantissimi, fino a dieci assi? Non ci si può focalizzare sull’Outlet che, se tutto va come speriamo, aprirà a settembre: non c’è nemmeno un progetto per l’intervento sul ponte, e per costruire quello ferroviario ci hanno messo 4-5 anni. Stiamo quindi parlando di un’infrastruttura che impiegherà lustri per essere completata, l’Outlet ha un orizzonte molto più ravvicinato».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
