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Otto marzo di creatività con i giovani dell’Einaudi

Otto marzo di creatività con i giovani dell’Einaudi

Alla Sala Estense lo spettacolo studentesco. Tema: gli stereotipi sulle donne «Regaliamo divertimento, pensando alle migranti in cerca di salvezza»

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Dopo la pausa dell'anno passato il progetto 8 marzo dell'Istituto Einaudi si è rinnovato, riproponendosi come uno spettacolo di intrattenimento a cura dei ragazzi. «Abbiamo pensato di trasformare la giornata dell'8 marzo in un momento di condivisione e divertimento», ha spiegato la referente del progetto, la professoressa Claudia Cavicchi. Ogni classe ha lavorato in maniera diversa sul tema “Condizionamenti e stereotipi di genere” e ha presentato ieri in Sala Estense il risultato della propria riflessione: tra grafiche, proiezioni, musiche e anche uno spettacolo teatrale la mattinata piovosa si è colorata di diverse suggestioni, per le quali la specializzazione dei diversi corsi di studio è diventata linguaggio privilegiato. La Festa della Donna dell'Einaudi si è aperta con una divertente performance musicale sulle note della famosa “Le donne lo sanno” di Ligabue, interpretata, parallelamente al canto, con una danza simbolica nella Lis, la lingua italiana dei segni. L'intervento della preside, Isabella Fedozzi, sul palco per il saluto iniziale, ha poi messo in luce il vero significato del progetto scolastico: «Siamo qua per divertirci, perché oggi deve essere una celebrazione, ma siamo qui, oggi, anche per tutte le donne che non possono festeggiare. Siamo qui anche per le donne migranti, in fila ai confini di paesi "civilizzati", alla ricerca di una casa per sé e per i propri figli». La dirigente Fedozzi ha poi spiegato come il progetto 8 marzo sia un modo per «spostare in avanti il muro del pregiudizio», con cui si deve fare i conti ancora oggi. La scuola deve essere un luogo di espressione della creatività, oltre che dell'insegnamento, e ieri alla Sala Estense si sono mostrati molti dei talenti degli studenti e delle studentesse. «La riflessione finale - ha poi aggiunto la professoressa Cavicchi - è legata alla volontà di mantenere viva la discussione delle tematiche femminili, e soprattutto nel desiderio di superare gli stereotipi di genere, ancora molto diffusi specialmente nei modi di dire e nelle frasi fatte». L’ 8 marzo, ormai entrato a far parte della tradizione dell'Einaudi è un lavoro costante che dura tutto l'anno, e che punta a stimolare la riflessione nelle giovani generazioni.

Irene Lodi

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