Scoperta officina abusiva Sequestrato capannone
Intervento della Polizia municipale in via Marconi, denunciati titolari e clienti Tutto è partito da un’auto confiscata. Trovati anche rifiuti speciali ingombranti
In quel capannone avrebbe dovuto svolgersi solo l'attività di compravendita di auto usate. Invece il titolare aveva avviato una vera e propria officina. E, particolare non da poco, aveva esportato in Belgio una macchina che si trovava sotto la sua custodia e che doveva essere confiscata perché priva di assicurazione. Per questo nei giorni scorsi la Polizia Municipale Terre Estensi ha eseguito il sequestro, amministrativo e penale, di un capannone in via Marconi.
È stata proprio l’auto sequestrata a permettere agli inquirenti di scoprire le riparazioni non autorizzate che, per i prezzi senza dubbio competitivi - ma a scapito della sicurezza - aveva attirato vari clienti, finiti a loro volta nei guai. L’auto dunque era sotto la custodia del titolare del contratto d’affitto del capannone, un libanese da anni regolare in Italia. L’auto, di pertinenza del titolare, doveva essere custodita presso la sua residenza, ma al momento della confisca risultava volatilizzata. Ed è proprio cercando di seguire le “tracce” del mezzo scomparso che gli inquirenti sono arrivati al capannone di via Marconi. L'azione congiunta di più Reparti (Vigili di quartiere della Zona sud, Ufficio Polizia Giudiziaria Reparto Edilizia e Ambiente) ha portato non solo alla luce il reato relativo alla vendita all’estero dell’auto sotto custodia, ma appunto alla scoperta di un'autofficina abusiva nei locali dove si sarebbe dovuta svolgere solo un'attività di commercio di auto usate. All'arrivo della Municipale, nel capannone c’erano due uomini intenti a riparare auto e che, alla vista degli agenti hanno tentato di fuggire, ma dopo un breve inseguimento sono stati raggiunti e identificati: sono due cittadini marocchini residenti regolarmente nel padovano. In via Marconi la Municipale ha inoltre trovato attrezzatura professionale per la riparazione dei veicoli, nonché tre autocarri in fase di manutenzione, benché non esistesse alcuna autorizzazione per questo tipo di attività. Inoltre gli Agenti hanno trovato molti rifiuti speciali derivanti da quella attività, ingombranti e Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) d'incerta provenienza, tra cui pastiglie per i freni, pezzi di ricambio, parti di motore e una trentina di litri di olio usato.
Perciò oltre ad aver riscontrato il reato di omessa custodia e di gestione non autorizzata di rifiuti, sono state elevate molteplici sanzioni amministrative relativamente all'attività di commercio di cose usate e a quella abusiva di autoriparazione, anche a carico di un “cliente” italiano che aveva in manutenzione il suo autocarro. La legge infatti prevede che ci si debba affidare a officine professionali per la riparazione dei veicoli, per non mettere a repentaglio la propria e altrui sicurezza con manutenzioni, forse più economiche, ma senz'altro non eseguite a regola d'arte.
Lo sgombero dei rifiuti resta a carico del titolare, affittuario del capannone e del socio di nazionalità giordana, che non era presente quando è intervenuta la Municipale.
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