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portomaggiore. la tragedia del poligono

Tante domande ma le bocche sono cucite

PORTOMAGGIORE. Bocce cucite, tante domande e poche risposte. Quello che è successo il 10 gennaio all’interno del poligono di Portomaggiore è ancora da ricostruire e se le telecamere potrebbero...

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PORTOMAGGIORE. Bocce cucite, tante domande e poche risposte. Quello che è successo il 10 gennaio all’interno del poligono di Portomaggiore è ancora da ricostruire e se le telecamere potrebbero aiutare, la strada per arrivare alla verità sarà lunga. Si era parlato si esplosione in un primo momento, ma tale versione è stata subito smentita dai periti che indicano invece l’incendio partito dal piano di sotto la causa della tragedia. Cosa l’abbia scatenato, ancora da capire. Le fiamme sarebbero partite da una delle sagome presenti al piano seminterrato per poi viaggiare alla velocità della luce sul soffitto, facendo crollare il primo piano costruito da poco. Fina delle prime ore dopo la tragedia, le forze dell’ordine hanno messo tutto sotto sequestro, documenti di ogni genere compresi. Dai permessi a costruire alle diverse certificazioni sui materiali utilizzati per la realizzazione della nuova struttura, senza trascurare gli impianti interni ed esterni. La tensione si taglia con il coltello, quanto successo pesa come un macigno prima di tutto sulle famiglie delle vittime ma anche sui proprietari del poligono che sono chiamati a rispondere a domande sempre più complesse. Durante il primo interrogatorio gli stessi hanno dato la massima disponibilità a collaborare, increduli anche loro davanti all’accaduto.

Tre persone hanno perso la vita in quella che sarebbe dovuta essere una struttura estremamente sicura considerata l’attività e in tanti adesso si chiedono se i controlli sono stati fatti e in che direzione sono andati.

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