«Altri alunni spacciano perfino nelle prime classi»
Non è una novità. Da tempo, nelle scuole, il problema serio è quello del consumo di droga ma soprattutto dello spaccio all’interno. Uno degli ultimi allarmi lanciati proprio dalla Nuova Ferrara...
Non è una novità. Da tempo, nelle scuole, il problema serio è quello del consumo di droga ma soprattutto dello spaccio all’interno. Uno degli ultimi allarmi lanciati proprio dalla Nuova Ferrara attraverso la testimonianza di un professore di Ipssar Vergani e Einuadi, Enrico Gherardi, che raccontava la sua vita di prof, in un video-denuncia sulla sua condizione di insegnante spezzatino, costretto ad avere 18 classi per 400 alunni, e gestirli tra mille difficoltà, una di queste lo spaccio di droga: «Abbiamo alcuni nordafricani - spiegava in modo diretto e senza fraintendimenti - che spacciano droga nelle prime classi (ragazzi di 14/15 anni), non sapete quanti lo fanno, lo sanno tutti, lo sanno anche le forze dell’ordine, non è che sia una novità». No, assolutamente non è una novità e non bisogna nemmeno soffermarsi sulla provenienza geografica dei ragazzi. Nel caso dell’arresto all’Ipsia abbiamo visto che si tratta di un ragazzo ferrarese, famiglia normale. Non controllato. Per questo i genitori hanno un ruolo determinante. «L’appello va rivolto anche a loro - spiegava ieri il dirigente della polizia, Crucianelli - occorrono più controlli, se potete dovete violare la privacy dei vostri figli, averne il controllo». Per non apparire, alla polizia che arriva a casa vostra, «stupita e sorpresa» come la madre del ragazzo arrestato che «cadeva dalle nuvole», dicono i poliziotti entrati in casa.
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