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botta e risposta a Ferrara

M5S apre un conto Pay Pal e due dirigenti se ne vanno

Nuovo “scossone” nel M5S di Ferrara. Questa volta è stata l’apertura di un conto Poste Pay con sistema di pagamento Pay Pal a nome del tesoriere del partito, Mauro Ballola, a innescare la reazione di...

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Nuovo “scossone” nel M5S di Ferrara. Questa volta è stata l’apertura di un conto Poste Pay con sistema di pagamento Pay Pal a nome del tesoriere del partito, Mauro Ballola, a innescare la reazione di due iscritti del Movimento: Alessandro Cantale e Lorenzo Marcucci. Il 7 marzo scorso quest’ultimo ha scritto sul Forum del M5S Ferrara-Grilli estensi di aver rinunciato al ruolo di co-organizer visto che «non vengo interrogato nemmeno per scelte basilari come aprire un contro Pay Pal a nome di un privato dichiarandolo su basi non chiare come conto per i 5 Stelle». La stessa scelta fatta da Cantale che sulle pagine dello stesso Forum annuncia le sue dimissioni «dal ruolo ufficiale di co-organizer, in quanto provo vergogna a vedere associato il mio nome, seppur indirettamente, ad un gruppo poco o per nulla democratico, a dispetto di quanto sbandierato». Ma Cantale ha fatto anche un altro passo: si è infatti «disiscritto» dal Meet Up (il gruppo di supporto locale riconosciuto). «Democrazia, trasparenza, condivisione, uno vale uno - scrive - sono rimaste solo parole con cui gli esponenti del M5S si riempiono la bocca, ma quando si tratta di decidere qualunque cosa, dalla linea d’azione del M5S all’interno del Consiglio comunale alle modalità di raccolta fondi, soltanto poche “fidate” persone vengono interpellate”». Insomma nel M5S «alla fine tutto si è trasformato in un’assurda corsa al potere».

Una critica che, come si vede, va oltre l’episodio del conto corrente contestato. Ballola, il tesoriere del movimento, replica che «quell’atto è stato male interpretato. Il conto è stato aperto perché, a fronte di una raccolta fondi privati di poche decine di euro (75) le spese sono comunque più alte e la costituzione di un’associazione aggraverebbe ulteriormente questo sbilancio. Ho dovuto dare il mio nome di persona fisica appunto perché abbiamo deciso - per una questione di costi - di non costituire un’associazione. Ma si tratta del conto del movimento e ci stiamo muovendo per fare una rendicontazione mensile».

La portavoce M5S e capogruppo comunale, Ilaria Morghen, sulla sua pagina Facebook minaccia querele e «ricorda che il M5S non accetta finanziamenti pubblici come gli altri partiti, si finanzia esclusivamente con le donazioni private. Questa è una condizione ben nota ma che continua ad essere puntualmente strumentalizzata». Tutto, aggiunge la portavoce, «è intestato al M5S di Ferrara che utilizza i proventi per le spese di propaganda politica pubblica, condivise nel gruppo e con gli attivisti attraverso un tesoriere fiduciario delegato dai consiglieri e dagli attivisti collaboratori»

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