Il poligono della morte: pronti a prelevare campioni di materiali
Portomaggiore, i periti nei prossimi giorni al lavoro mentre le indagini proseguono su più fronti
PORTOMAGGIORE. «Più andiamo avanti, più quanto successo al poligono di Portomaggiore mi lascia senza parole. Soprattutto per rispetto delle famiglie di coloro che hanno perso la vita in quell’inferno, preferisco parlare solo nelle sedi opportune e quanto prima chiederò un incontro con il pubblico ministero (Ombretta Volta, ndr); ci sono alcuni aspetti che hanno bisogno di approfondimenti». Queste le parole dell’avvocato delle famiglie Neri e Chiccoli, Cataldo Mascoli, alla luce delle ultime indiscrezioni sulla vicenda. A quanto pare, mancherebbe l’autorizzazione a costruire il primo piano, che quindi potrebbe essere abusivo.
Al momento nessuno interviene in maniera ufficiale e tanto le porte dell’amministrazione comunale quanto quelle delle forze di polizia, cui comunque sarebbe stata data comunicazione di inizio attività, restano chiuse. Intanto, nei prossimi giorni, sarà fatto un ulteriore passo. I periti dovrebbero infatti tornare in via Catteno a Portomaggiore per prelevare diversi campioni dalle macerie. Lo scopo è quello di analizzarli e capire che tipo di materiale è stato utilizzato nella costruzione del piano di mezzo (ma non solo) e se i pannelli del soffitto, l’impianto elettrico e il sistema di pompaggio fossero o meno idonei alla attività che era svolta all’interno. «Si trattava di un poligono - aggiunge l’avvocato Mascoli - un luogo cioè dove il rispetto delle norme di sicurezza richiedeva l’attenzione massima. Ancora non sappiamo cosa sia realmente successo e non è dunque il caso di puntare il dio adesso, ma la ricerca della verità deve essere certosina e costante».
Insomma, se è vero che per quel che riguarda la realizzazione dei poligoni di tiro provati la normativa presenta una serie di inspiegabili lacune, è anche vero che, indipendentemente dalla destinazione d’uso vi sono delle accortezze da cui non si può prescindere. Ed anche su questo, molto probabilmente, stanno lavorando i legali delle famiglie delle vittime. Solo quando i periti avranno prelevato tutti i campioni, si potrà procedere con la demolizione dell’edificio, demolizione che sarà a completo carico dei titolari dello stesso. L’area infatti dovrà essere bonificata considerato anche che diverse famiglie abitano a pochi metri dal luogo dell’incidente e che una delle case adiacenti è stata dichiarata inagibile.
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