Sicurezza, l’Arma fa scuola ai cittadini
Incontri per la prevenzione. Dal maresciallo Longo i consigli per evitare truffe e raggiri
BONDENO. Serata all’insegna della prevenzione e della sicurezza, martedì sera, al Centro Maria Regina della Pace, nel Quartiere del Sole (e, ieri sera, al centro 2000). Presenti i carabinieri di Bondeno, con il maresciallo Abramo Longo, e con ospiti il capodistaccamento dei vigili del fuoco volontari, Michele Marchetti e, a fare gli onori di casa, monsignor Marcello Vincenzi.
Un incontro senza gettare allarmismo, ha precisato Longo, che ha illustrato le varie modalità con cui vengono attuate le truffe, ai danni delle categorie più fragili, come gli anziani. Si cita il caso del finto impiegato dell’ufficio postale, che raggira molti pensionati, adducendo di aver consegnato per errore banconote false (cosa impossibile) o in quantità minore. «Non solo nell’abitazione, ma spesso anche al di fuori degli uffici postali, dove si camuffano tra le persone in attesa, per poi inseguire l’anziano e giocare sull’effetto sorpresa». Fatto del quale, spesso, il pensionato si accorge quando ormai è tornato a casa. Dove, talvolta, queste persone sono seguite dai malfattori.
Negli ultimi mesi, si è registrato anche il caso dei finti dipendenti di Hera; i quali chiedono di poter fare un controllo dell’acqua erogata dai rubinetti, spiegando che la stessa è stata contaminata dal mercurio. Convincendo i malcapitati ad aprire tutti i rubinetti, mettendo “al sicuro” in frigorifero oro e denaro, dentro ad una busta. La quale viene sottratta al minimo momento di distrazione.
«Non sempre, dunque, chi viene a suonare al campanello è amico. La prima raccomandazione è quella di tenere fuori dal cancello la persona e di chiamare l’ente gestore del servizio (o il 112)». C’è, poi, il caso dei finti “carabinieri”. «I carabinieri che arrivano a domicilio indossano un’uniforme – avverte Longo – mentre queste persone indossano una ginnica o una casacca con scritto il nome dell’Arma. In genere, avvertono il proprietario dell’appartamento, dicendo che hanno appena preso i ladri, ed invitandolo a rientrare in casa per verificare che non manchi nulla. Magari dopo aver svuotato l’appartamento».
Altre volte, i sedicenti carabinieri telefonano affermando di aver fermato il figlio senza assicurazione e che è necessario consegnare al finto carabiniere con la “casacca” mille euro in contanti.
Tattiche simili sono adottate dai finti “avvocati”; ognuno utilizza piccoli stratagemmi, per ingannare il prossimo. Altri sono stati avvicinati nei pressi di cimiteri o di zone isolate. Dove avvengono scippi di catenine o portafogli, con la tecnica dell’abbraccio (specie da parte di “avvenenti signorine”). In strada, invece, viene adottata la tecnica dello “specchietto rotto”, con un’auto (già guasta) che ne sfiora un’altra e, con la scusa di non fare aumentare il premio assicurativo, molti cittadini accettano di liquidare in contanti il presunto danno arrecato.
Mirco Peccenini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
