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«Cuore e arterie più sane con la lotta ai fattori di rischio»

«Cuore e arterie più sane con la lotta ai fattori di rischio»

Al via un piano di prevenzione alla Casa della Salute di corso Giovecca per ridurre la mortalità per disturbi cardiovascolari. Individuati 388 “candidati” sani. Entro marzo l’Asl invierà le prime convocazioni

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FERRARA. «In questa provincia il 50-60% delle circa 2mila persone anziane che muoiono ogni anno perde la vita a causa di una malattia cardiovascolare». Aldo De Togni, epidemiologo e direttore dell’unità operativa di Igiene pubblica, illustra l’incidenza del fattore di rischio, troppo spesso sottovalutato, e spiega che il nuovo progetto di prevenzione predisposto dall’Asl, «serve a combattere l’infarto del miocardio e l’ictus».

I dati regionali confermano che il 38% dei decessi totali è causato da malattie del sistema cardiocircolatorio, un ulteriore 30% è legato al tumore. Da tempo, attraverso la Carta del rischio cardiovascolare elaborata dall’Istituto Superiore di Sanità, sono stati individuati gli stili di vita che non giovano alla salute del cuore e dei vasi sanguigni (obesità, ipertensione, fumo, ipercolesterolemia, diabete, sedentarietà); sono stati anche predisposti strumenti valutativi per misurare quanto “pesano” sullo stato fisico di una persona sana prima che si tramuti in un paziente. A Ferrara è stato stilato un elenco di cittadini in salute(388, cioè 210 donne e 178 uomini, l’1.03% della popolazione estense, precisa uno dei coordinatori del progetto, Sandro Bartalotta) che quest’anno compiono 45 anni (donne) e 55 (uomini) all’interno del quale saranno selezionati coloro che possiedono i requisiti per partecipare al progetto, al via entro marzo, promosso dalla Regione e adottato dall’Asl. Quest’ultima mette a disposizione gli ambulatori e il personale delle Case della Salute. Il progetto si chiama: “Lettura del rischio cardiovascolare”.

Questa volta sarà la Casa della Salute di Ferrara (la Cittadella San Rocco di corso Giovecca) a effettuare il monitoraggio sul campione prescelto. Il dottor Carlo Alberto Guidoboni, coordinatore del Nucleo di Cure primarie della “Cittadella”, annuncia che saranno due Medicine di gruppo (Giardino e Sant’Anna) oltre a quattro medici esterni a seguire i cittadini che aderiranno. Ad aiutarli, un drappello di infermiere composto da Valentina Marzola (coordinatrice infermieristica), Rita Avanzi, Laura Bua, Morena Benini e Laura Rizzati, che hanno seguito uno specifico percorso di formazione a Reggio Emilia. A chi darà il suo consenso sarà somministrato un questionario sullo stile di vita; in assenza di esami del sangue recenti saranno testati glicemia, trigliceridi e colesterolo, prestazioni ticket-esenti.

A far da battistrada al progetto, in provincia, sono state le Case della Salute di Copparo e Portomaggiore-Ostellato. Bertilla Mazzanti, dirigente del Dipartimento Cure primarie, sintetizza i risultati: «A Portomaggiore-Ostellato avevamo identificato un gruppo di 258 cittadini; dei 219 che hanno compilato i questionari una decina presentava fattori di rischio. A Copparo l’andamento è stato simile. La cosa positiva è che a distanza di un anno hanno risposto alle nostre interviste». La forza di questo nucleo di prevenzione, ha sottolineato il direttore del distretto Asl-Centro Nord, Chiara Benvenuti, «sta nella presenza di un gruppo integrato di professionisti e di operatori». Del team fa parte anche Cristina Rossi, che tra i 388 cittadini individuati selezionerà quelli che avranno tutti i requisiti.

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