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Le imprese under 35 hanno un saldo positivo

Sono state 567 le aziende ferraresi nate lo scorso anno contro 296 chiusure Govoni: con i giovani è in gioco il modello di sviluppo nel ferrarese

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Saldo positivo per ciò che riguarda le imprese gestite da giovani sotto i 35 anni d'età nel corso del 2015. Ne sono nate 567, contro le 296 chiusure. La vitalità imprenditoriale ha riguardato il comune di Ferrara (205 aperture) ma anche il resto della provincia, toccando in particolare Comacchio e Cento (con una sessantina di nuove iscrizioni a testa), Jolanda di Savoia, Lagosanto e Ro. È stato il desiderio di autorealizzazione la principale “molla” che ha fatto scattare l'idea di mettere su un'impresa a tre neoimprenditori su cinque; un progetto che, in oltre il 40% dei casi, è diventato realtà dopo aver maturato un'esperienza di lavoro alle dipendenze. È quanto fa emergere l'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio di Ferrara, su dati Movimprese. «Coi giovani - afferma Paolo Govoni, presidente dell'ente camerale - è in gioco il modello di sviluppo e la crescita del Paese. Ma bisogna cambiare approccio e modo di pensare, prima che tipo di politica. Non basta porre al centro dell'attenzione il lavoro e i giovani, quasi a voler intercettare una “moda”: occorre che i giovani diventino i soggetti - e non gli oggetti - delle nostre politiche, i veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo, compatibile e sostenibile. Se vogliamo accelerare la trasformazione in chiave moderna del sistema produttivo italiano e l'uscita dalla crisi - aggiunge Govoni - dobbiamo ascoltare la voce di chi rappresenta già questo futuro». Tornando all'analisi dell'ente di Largo Castello, si evince come i giovani imprenditori abbiano scelto soprattutto il commercio (109 iscrizioni), le costruzioni (76), l'agricoltura (64) e i servizi di alloggio-ristorazione (44). A caratterizzarsi come attività più "giovanili" sono, però, quelle relative alla riparazione e alla manutenzione di macchinari (dove il 50% delle nuove iniziative è dovuto agli under 35) oltre che alla pesca (48,3%). Un contributo rilevante alla forte crescita di imprese giovanili è venuto anche dalle donne e dai cittadini immigrati. Delle 567 nuove iniziative imprenditoriali under 35, infatti, 194 (quindi una su tre) sono riferibili al controllo di donne, mentre 158 (in pratica una su quattro) ha alla guida persone nate al di fuori dei confini nazionali. Nel complesso, il contributo dell'imprenditoria femminile vale il 37% di tutta la crescita delle imprese giovanili, mentre quello delle imprese condotte da stranieri si attesta al 26,2%.

Fabio Terminali

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