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Modonesi: «Così combattiamo spaccio e degrado»

L'assessore Aldo Modonesi
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L'assessore Aldo Modonesi

L’assessore alla Sicurezza: cani antidroga per la Municipale, raddoppieremo le telecamere

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FERRARA: «Da un lato c’è il metodo della ruspa, facile da spiegare e da capire, con un messaggio basato sugli aspetti emotivi e condito da performance che creano visibilità. E dall’altro lato c’è il percorso intrapreso dall’amministrazione comunale, lungo e faticoso, costruito non per slogan ma con azioni quotidiane che hanno bisogno di risorse umane e finanziarie, considerato il momento che sta attraversando il sistema pubblico». Una premessa che è già un attacco, quella dell’assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi, alla vigilia dell’incontro organizzato dalla Nuova Ferrara, domani sera alle 20.45 all’Addolorata, con i residenti Gad e dintorni. I cittadini, nonché elettori, hanno messo in chiaro che sul tema non ci saranno sconti, e alle telecamere tv puntate da Nicola “Naomo” Lodi (Lega) sulla “zona di guerra” del Palaspecchi, Modonesi replica accendendo i riflettori sulle misure contenute nel Patto Ferrara Sicura tra istituzioni e forze dell’ordine, rinnovato lo scorso maggio.

La criminalità, e nello specifico lo spaccio, sono in continua evoluzione e a questo devono “adeguarsi” anche le azioni di contrasto e prevenzione.

«Il fulcro del percorso sono proprio le forze dell’ordine, che in questi mesi hanno potenziato il loro lavoro nelle zone dello spaccio puntando a individuare e svuotare i nascondigli utilizzati dai pusher per le scorte di droga. E di questo non posso che ringraziarle. A questo si aggiunge il ruolo della Polizia Municipale che ha contribuito alla chiusura o alla sospensione della licenza di una decina di esercizi - gestiti per lo più da bangladesi e nigeriani - anche per la violazione del divieto di vendere alcol ai minori, che non considero meno grave dello spaccio».

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La Municipale si doterà presto di un’Unità Cinofila: un altro segnale di adeguamento alla continua evoluzione della microcriminalità?

«Proprio oggi (ieri) la Giunta ha deliberato di chiedere alla Regione un contributo di 10mila euro per riqualificare la polizia Municipale. Il progetto (in cui il Comune investirà circa altri 20mila euro) prevede appunto la dotazione di due cani antidroga per la Municipale, oltre a un automezzo per il loro trasporto, l’addestramento dei cani e la formazione degli operatori. Contiamo di essere pronti entro il 2016 con l’Unità Cinofila, che sarà messa a disposizione anche delle forze dell’ordine».

Illuminazione, videosorveglianza, degrado urbano sono nella lista delle richieste dei cittadini, a cominciare dalla zona Gad.

«È indubbio che certi problemi, nel quartiere Giardino come nella zona della stazione, siano legati a certi tipi di presenze ed è giusto che i residenti chiedano strade meno buie e più controllare. Sul fronte dell’illuminazione pubblica, nel 2014 abbiamo rinnovato quella di IV Novembre, corso Piave, via Poledrelli, via Oroboni e viale Manini; l’anno scorso siamo intervenuti in viale Costituzione con nuovi impianti led, quest’anno toccherà a corso Isonzo e via Acquedotto e nel l’anno prossimo a viale Belvedere e alle Mura di Porta Po».

Oggi quante telecamere sono in funzione in città?

«Ce ne sono 20, il nostro obiettivo è raddoppiarle, o anche arrivare a 45, entro il mandato. Stanno già diventando operativi 5 nuovi impianti: due in zona Gad, due in Centro e uno in via Bologna, e abbiamo messo a bilancio l’installazione di ulteriori 5 telecamere, la cui collocazione sarà concordata con la Questura».

Dopo il recupero dell’ex Savonuzzi in via Darsena, quali altri progetti di riqualificazione sono in cantiere?

«Stiamo aprendo le buste per l’ex Mof, che ospiterà al piano terrà l’Urban Center e al primo piano l’Ordine degli Architetti ed è in corso d’opera l’appalto per l’ex caserma Poledrelli, mentre c’è l’idea di fare dello Stadio un luogo vivo non solo due domeniche al mese, attraverso il recupero di spazi da adibire ad attività commerciali. Abbiamo poi avuto il via libera dalla Soprintendenza a chiudere con un cancello lo spazio “Birago” che collega via Arianuova con Porta Catena, ed è una via di fuga spesso utilizzata dai pusher. Sempre in via Porta Catena, l’Acer provvederà a illuminare la zona con 4 fari potenti. C’è un progetto di recupero della zona delle Mura di Porta Po, con la riorganizzazione dei chioschi di frutta e del parcheggio disordinato. Infine, pensiamo di creare una palestra all’aperto nei giardini di piazzale Giordano Bruno, sull’esempio delle Mura degli Angeli». (a.m.)

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