Picchiata e violentata dentro un casolare
Portomaggiore, i carabinieri denunciano un 39enne (già detenuto) per violenza sessuale di gruppo e rapina
PORTOMAGGIORE. I carabinieri stanno risolvendo uno dei casi che maggiormente avevano colpito l’opinione pubblica, accaduto il 5 dicembre scorso. Nella notte una donna di nazionalità serba, secondo la ricostruzione dei militari della compagnia carabinieri di Portomaggiore, venne fatta salire a forza su un’auto, condotta in un casolare e violentata da un gruppo di uomini praticamente per tutta la notte. I carabinieri nei giorni scorsi hanno denunciato, per violenza sessuale di gruppo e rapina, un cittadino moldavo di 39 anni che avrebbe attivamente preso parte alla tremenda violenza ai danni della donna. Il 39enne, peraltro, è stato raggiunto in carcere dal nuovo provvedimento, essendo detenuto per altri reati. I fatti, come si diceva, avvennero il 5 dicembre 2015. I carabinieri, verso le 5,30, notavano una donna (di nazionalità serba) che si trovava a piedi lungo una strada periferica di Portomaggiore. Alla vista dei carabinieri la donna aveva chiesto immediatamente aiuto e i militari l’hanno prontamente soccorsa. La donna ha poi riferito ai carabinieri che qualche ora prima, circa le 2 del mattino, mentre si trovava sulla strada, era stata aggredita e costretta a salire a bordo di un’autovettura. L’agghiacciante racconto della donna ai carabinieri proseguiva: la donna, difatti, con a bordo due uomini (molto probabilmente romeni) aveva dichiarato di essere stata portata in un casolare, e qui violentata ripetutamente. Più di un uomo le usò violenza. Una vicenda tremenda, perché oltre ad essere violentata da più persone (il dettaglio più orribile, ovviamente), alla fine la donna si accorse anche, come riferì poi ai carabinieri in servizio, di essere stata picchiata e derubata del telefono cellulare e di alcune banconote che custodiva nella borsetta. I malviventi, dopo averla lasciata sulla strada, si erano allontanati, con probabile direzione Ravenna. Quella stessa notte i militari avvisarono immediatamente l’ambulanza e la donna venne ricoverata all’ospedale Sant’Anna di Cona. Le successive indagini hanno permesso ai militari di individuare il casolare e, proprio grazie a tracce ed altri indizi rinvenuti in quel posto, anche di identificare uno degli autori, il 39enne moldavo denunciato di cui si parlava sopra. Sono in corso ulteriori indagini da parte dei carabinieri per arrivare a individuare e bloccare gli altri responsabili.
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