La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

Serra e le distese: modifico la delibera, non la ritiro

di Marcello Pradarelli
Matteo Fornasini (Fi) e l'assessore Roberto Serra
◗
Matteo Fornasini (Fi) e l'assessore Roberto Serra

FI voleva rinviare il voto. L’assessore: no, si vota lunedì. Ma un emendamento di Tagliani mette un argine a tavoli e dehors

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Sulle distese il clima in commissione è rimasto apparentemente disteso fino ai 10 minuti finali, quando dopo due ore di confronto è arrivato il fuoco di fila dei consiglieri di Forza Italia, che con Matteo Fornasini (che ha svestito i panni super partes di presidente della commissione) e Vittorio Anselmi ha chiesto all’assessore al commercio Roberto Serra di mettersi in tasca la delibera e di ripresentarla dopo Pasqua anzichè nel consiglio comunale di lunedì 14. Serra sapeva che lì si sarebbe andati a parare e aveva pronta la risposta: «Se ci sono degli approfondimenti da fare io lavoro tutti i giorni, oggi venerdì, sabato, domenica. Non c’è motivo di rinviare». Come dire che per lunedì, ma anche prima, è in grado di rispondere a tutte le domande e le perplessità manifestate in commissione dai consiglieri e ai dubbi e alla richieste inviati da Ascom.

Fornasini e Anselmi si erano divisi i ruoli. Fornasini aveva picchiato duro: «Non c’è stata concertazione con le categorie, lei assessore ha commesso un grave errore. Riconvochiamo la commissione». Anselmi aveva proposto la tregua: «Fossi nell’assessore eviterei che la delibera diventasse terreno di scontro lunedì in consiglio». Era la richiesta di un passo indietro in cambio della successiva benevolenza di Fi. Fare quel mezzo passo indietro per Serra avrebbe significato ammettere di aver predisposto una delibera fatta male e dare tutto il merito dei cambiamenti della delibera a Forza Italia. Troppo per Serra (e anche per Tagliani) e allora l’assessore ha risposto per le rime: «Non temo i contrasti in consiglio comunale, non mi spaventano anche perché non ho mai visto un consiglio senza contrasti».

Il nuovo regolamento dell’occupazione del suolo pubblico (Cosap) modifica diversi punti rispetto alle norme di 15 anni fa. Uno in particolare: il diritto alla distesa (i tavoli davanti al negozio, i dehors) non l’avranno solo bar e ristoranti, ma anche le attività artigiane e di commercio alimentare. È cambiata la legge e bisogna adeguarsi. Ma come sempre c’è modo e modo.

 [[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.13107113:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.13107113:1650620369/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il modo e la sostanza non sono piaciuti ad Ascom, che teme una proliferazione di distese in grado di alterare gli equilibri economici e quelli del decoro urbano. Tagliani che non vuole le guerra con i commercianti è corso ai ripari. Come l’ha spiegato Serra. Lunedì in consiglio il sindaco proporrà un emendamento, due paroline in più al titolo dell’art. 49 da sole basteranno per delimitare il numero delle potenziali distese: tavoli e dehors li potranno chiedere «le attività artigianali e di commercio alimentare» di «tipologia gastronomica». Con questo maquillage alla delibera Serra e Tagliani sono convinti di neutralizzare buona parte delle resistenze confcommerciali senza alterare gli umori di Cna che invece apprezza l’impianto del nuovo regolamento.

Serra appena finita la commissione si è messo al avoro per approfondire e risolvere con gli uffici, i dirigenti, il segretario generale altre questioni sollevate durante il confronto.

Il tecnico. La domanda per la distesa va corredata dal progetto di un tecnico che certifichi la qualità; secondo Francesco Rendine (Gol) e altri è un aggravio burocratico e di costi ingiustificato, tanto più nel caso in cui la richiesta venga predisposta seguendo i modelli che hanno già il preventivo benestare della Soprintendenza. Forse - è stata la risposta di Serra - si potrà fare a meno del tecnico se si tratta solo di tavolini, non se c’è di mezzo una struttura. Dopo l’approfondimento Serra assicura che «si arriverà a un testo che prevede una semplificazione» per alcune procedure.

Gli orari. Deanna Marescotti (Psi-Pd), Girolamo Calò (Pd) e Luigi Vitellio (Pd) avevano sollevato la questione degli orari. C’era il rischio di un doppio regime: pubblici esercizi vincolati al regolamento redatto al tempo delle polemiche sugli street bar; nuovi arrivati liberi di tenere aperte le distese fino a notte fonda. «Nella delibera - precisa Serra - ci sarà un richiamo al regolamento dei pubblici i esercizi per evitare contenziosi e contestazioni». L’emendamento dovrebbe presentarlo il Pd.

Tutte le novità Serra le illustrerà lunedì ai capigruppo prima del consiglio comunale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google