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Tari, parte la caccia agli evasori

di Marcello Pradarelli
Luca Vaccari, Piera Pellegrini e Paola Scanavini
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Luca Vaccari, Piera Pellegrini e Paola Scanavini

L'assessore Vaccari: nel 2016 l'imposta resta invariata, ma siamo determinati a far pagare tutti

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FERRARA. «La Tari nel 2016 non aumenterà, la tariffa è la stessa del 2015». La notizia non è nuova ma l’assessore al bilancio Luca Vaccari la rinnova visto che a giorni a casa dei ferraresi arriveranno gli inviti di pagamento spediti dal Comune: 62.287 inviti alle famiglie (utenze domestiche) e 8.036 a imprese e associazioni (utenze non domestiche). Con gli inviti vi sono anche tutti i documenti e le informazioni utili. La Tari si può pagare per intero entro il 16 giugno o in quattro rate con queste scadenze: 16 aprile, 16 giugno, 16 settembre, 16 dicembre.


Evasori. «Stiamo dando la caccia agli evasori». Nemmeno questa affermazione è una novità. Lo è pero la fermezza con cui Vaccari la esibisce: «Siamo assolutamente determinati a far pagare chi non ha pagato». La determinazione riguarda tutto il fronte fiscale comunale: dalla Tari-Tares all’Ici-Imu.
Sulla Tari il Comune dovrebbe fare pari, nel senso che l’imposta deve coprire i costi della raccolta rifiuti e di altre meno rilevanti voci di spesa come la pulizia delle strade e delle caditoie. L’Atersir, l’agenzia regionale che calcola i costi, ha stabilito che per Ferrara l’ammontare è di 29,6 milioni di euro. L’evasione è in progressivo aumento. Un po’ per effetto della crisi, un po’ (nel caso della Tari) anche per effetto del cambio di gestione: fino al 2014 della riscossione si occupava Hera; ora la gestisce direttamente il Comune, che non paga più la commissione a Hera, ma si trova con meno soldi in cassa.


Distratti. Il motivo? Probabilmente una quota di cittadini non interpreta l’avviso di pagamento del Comune alla stregua di una bolletta Hera. Gli dà meno peso e non ottempera ai pagamenti. Un po’ evasori e un po’ distratti. Il risultato è che per il 2013 (quando ancora c’era la Tares) manca all’appello 1 milione di euro; per il 2014 ne mancano 2,2 e per il 2015 l’accertamento “evasivo” è di 4,6 milioni. Le cifre comprendono anche la sanzione (+30% e gli interessi legali) ma i numeri rivelano un andamento preoccupante per le casse comunali. Basti dire che nel primo semestre 2016 verranno recapitati 9.000 atti di accertamento.


Il recupero. Vaccari vuole recuperare molto e in fretta in nome del principio che «se pagano tutti si paga di meno». Il recupero non sarà più operato passando per Equitalia (iscrizione a ruolo) ma con il metodo della riscossione coattiva.
Funziona così: al cittadino che non ha pagato viene inviato l’avviso di accertamento per il mancato (o parziale) pagamento. Il cittadino ha tempo 60 giorni per pagare o per fare osservazioni e chiedere l’eventuale rideterminazione della tariffa. Scaduto il tempo scatta la procedura della riscossione coattiva che prevede l’invio di un’ingiunzione di pagamento.


I lotti. La riscossione coattiva è già iniziata con un primo lotto di Tares: circa 600 casi per un ammontare di 360 mila euro da riscotere (tariffa non pagata più sanzioni e interessi).
Nelle prossime settimane partirà un secondo lotto relativo all’Ici (620 casi per 1,9 milioni euro); entro giugno tero lotto Tares–Tari di ingiunzioni di pagamento (3.700 casi per circa 1,5 milioni di euro).
Si procede per lotti per evitare intasamenti e anche per sperimentare la nuova modalità di recupero.
In via Maverna 4 è già attivo lo sportello della riscossione coattiva. Per la riscossione il Comune si è affidato al vincitore della gara regionale, un raggruppameno di imprese capeggiato da Engineering Tributi di cui fanno parte anche le società Sorit, Abaco, Essebi e Poste Italiane.

Alla conferenza stampa in municipio sono intervenute anche Piera Pellegrini, dirigente dei Servizi tributari e Paola Scanavini, responsabile dell'ufficio Tari.

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