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«Gad, qui non ci sentiamo a casa nostra»

«Gad, qui non ci sentiamo a casa nostra»

Ferrara, stasera 12 marzo all’Addolorata il giornale incontra i cittadini delle zone Gad e Stadio per raccogliere proposte e testimonianze

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FERRARA. Sarà un incontro aperto alla cittadinanza dove la Nuova Ferrara scenderà in campo mettendoci le sue pagine e la redazione. Il nostro quotidiano entra nei quartieri e lo fa, come prima uscita, nella zona Gad con una iniziativa, quella di questa sera 12 marzo moderata dal direttore Stefano Scansani che prenderà il via alle 20.45 nell'auditorium della chiesa dell'Addolorata di via Fortezza, dove i giornalisti riporteranno fedelmente la voce dei residenti di una delle zone più calde dello spaccio, ma dove si parlerà anche di degrado, sicurezza e prostituzione.

E sarà un incontro a ingresso libero, volutamente non politicizzato, dove si cercherà di evidenziare tutte le problematiche che vivono quotidianamente i residenti.

«Questa iniziativa - spiega Massimo Morini, presidente dell'associazione Comitato Zona Stadio, uno dei soggetti promotori dell'evento - vuole raccogliere le voci del quartiere e non solo, sui disagi legati a spaccio e prostituzione con il conseguente degrado dilagante. Come associazione, ma ancor più come residenti, parteciperemo a questa iniziativa in modo partecipato sperando in un numero importante di presenze. Disporre per qualche ora della presenza del direttore Scansani e parte della redazione del suo giornale rappresenta un'occasione più unica che rara per raccontare ciò che vediamo tutti i giorni sotto le nostre finestre, nel verde pubblico, negli incroci e vie del nostro quartiere».

Un evento nell'evento che vedrà un faccia a faccia fra residenti e cittadini che dovranno sentirsi liberi di esprimere i loro pensieri, ma anche dove si metteranno, nero su bianco, le diverse proposte che emergeranno nel corso della serata.

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«Con la nostra mailing list - sottolinea Morini - abbiamo coinvolto quante più persone possibili, specificando che è un incontro a carattere propositivo, e non solo per raccontare cosa ci succede quotidianamente davanti a casa, fra puscher, spaccini in bici, balordi ubriachi o molesti, senza contare le risse fra extracomunitari, i giardini pieni di immondizia e di escrementi, vetri e cocci rotti ovunque, ma anche lucciole a ogni angolo nella notte». Molte le proposte già messe in cantiere. «Certamente ribadiremo la necessità di avere più sicurezza nelle nostre strade, ma anche davanti alle nostre case e nei giardini dove giocano i nostri figli, manifestando i nostri disagi, ma anche una maggiore presenza delle forze dell'ordine nelle ore serali e notturne e della volontà dell'amministrazione di risolvere, e questa volta per davvero, il problema spaccio. Dovremo trovare una soluzione condivisa, ma ai cittadini e ai residenti vogliamo certamente rivolgere l'appello di partecipare numerosi a questa iniziativa, venendo con tante proposte, scheda e appunti alla mano, con domande da porre ad amministrazione e forze dell'ordine per riflettere, insieme a noi e alla Nuova Ferrara, su cosa sia necessario per migliorare qualità della nostra vita».

Anche il portavoce dei residenti di viale Belvedere, Marcello Bugnoli, sottolinea che «dalle dichiarazioni che emergono dai vertici di questura e prefettura si avverte che qualcosa a riguardo, su temi sicurezza e spaccio, sta cambiando. Nella nostra zona la situazione è ancora critica, nonostante l'installazione nel buco del Birago di quattro fari ad alta potenza orientati dal palazzetto verso le mura. Con la luce, lo sfalcio dell'erba e la potatura degli alberi gli spacciatori si sono spostati, ma anche i clienti non stanno gradendo di essere visti in faccia all'atto di comprare. Certo è che l'amministrazione sta cercando di percepire e capire che il problema è evidentissimo e non si può soprassedere, ma questo non può essere solo uno spot fatto per tamponare la falla nella rete della sicurezza cittadina, perché il livello di attenzione non deve calare, in una situazione che è palesemente sfuggita di mano a chi di dovere. C'è ancora grande reticenza fra i cittadini a uscire anche la sera, vedi le biciclettate della zona stadio, e la gente fa fatica a sentirsi a casa propria».

Federica Achilli

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