I sinti alla Lega: ci volete in un campo di prigionia?
Il sopralluogo del Carroccio al campo nomadi di via delle Bonifiche Lodi: inaccettabile la proposta regionale di creare altri micro-insediamenti
Da una parte una quindicina di famiglie, 53 italiani di etnia sinti che da anni vivono nelle baracche di via delle Bonifiche. Dall'altra le sgomitate a destra su chi ha diritto di precedenza nella denuncia del degrado al campo nomadi. «Siamo stati i primi in assoluto a Ferrara, ad aprile 2015, a fare un sopralluogo di questo tipo. Lo abbiamo fatto lontano dalle elezioni e senza voler alzare i toni o fare della polemica», ha tenuto a ribadire giovedì Paolo Spath di Fratelli d'Italia. Sapeva già della imminente visita di Nicola Lodi, anticipata dall'assessore Aldo Modonesi. Puntuale ieri mattina il blitz del leghista, sotto l'occhio vigile del personale di questura, carabinieri e polizia municipale. «Questo è uno scandalo dell'amministrazione comunale, nessuno controlla. Noi invece verificheremo la regolarità di tutto, i tubi degli scarichi e gli allacci per l'energia», tuona “Naomo”. Ha appena ascoltato chi lo guida nel tour, Giulia Bertelli della cooperativa Il Germoglio (oltre che responsabile sanità del Pd, a proposito di politica), una realtà che per conto dei servizi sociali segue in particolare i percorsi di inserimento scolastico dei giovanissimi ospiti del campo. D'altronde qui le situazioni problematiche non mancano, come chi tra gli adulti vive di espedienti o di elemosina. Partendo da una zona fatiscente e completamente isolata dal resto della città, sotto i tralicci dell'alta tensione e cani in giro un po' ovunque. Ma la causa scatenante dell'ispezione di Lodi sono i 28.897 euro di fondi della Regione da spendere nel rifacimento dei bagni della struttura, danneggiati dal sisma. Dentro c'è una sporcizia infernale. «È intollerabile una situazione simile, non si vive così nemmeno in Bangladesh. Ma non riuscite a tenere più pulito?», chiede l'esponente della Lega a un gruppo di sinti presenti che lo guardano perplessi. «Forse lei vive da solo, qui siamo in tanti. Dove ci volete mettere, in un campo di concentramento?», replica uno di loro. Lodi continua il giro, fa notare gli allacciamenti precari alle bombole del gas all'esterno delle roulotte e depreca il fatto che il Comune paghi tutte le utenze, «è inaccettabile». Poi, all'esterno del campo aperto a partire dal 1989, si sente finalmente libero di sfoderare la ruspa: «Queste persone avevano tutto il tempo di integrarsi ma non è avvenuto, non ho sentito cultura italiana qui. Noi della Lega siamo per gli sgomberi e ci opporremo con tutte le nostre forze alla proposta di legge della giunta regionale che vuole spendere milioni e comprare terreni per costruire altri microcampi rom». Quindi l'annuncio di un'altra visita a breve assieme ad Alan Fabbri. I salviniani sono partiti nella campagna mediatica con un po' di ritardo, ma tempo per recuperare strada nei confronti dei Fratelli d'Italia ce n'è.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
