«Benatti ha ragione, ora più coesione»
Quattro leader economici commentano le dichiarazioni del direttore Cna contro le liti e per un programma comune
FERRARA. «L’economia ferrarese non potrà decollare finchè non si costituirà un tavolo di convergenza e confronto tra pubblico e privato. Non possiamo litigare per tavolini o luminarie, bisogna invece essere uniti su tre o quattro progetti importanti utili allo sviluppo del territorio».
Parole e musica di Diego Benatti, direttore della Cna, che hanno acceso subito un dibattito sulla Nuova Ferrara sul tema “tavoli o tavolini?” e molti degli interventi sono concordi sulla necessità di trovare punti comuni e momenti di confronto tra le parti.
Paolo Govoni, presidente Camera di Commercio.
«Prima ancora di tutti i ragionamenti sull’area vasta, la Camera di Commercio aveva approvato un piano sulla competitività che prevedeva cantieri di lavoro, condivisi da Provincia, Unife, associazioni economiche e Sipro, con interventi per le imprese, l’innovazione e l’internazionalizzazione. A maggior ragione adesso possiamo mettere a disposizione idee e spazi per un tavolo di confronto, ritenendo che la condivisione sui temi concreti sia un valore del territorio. È importante unire le forze per raggiungere progetti importanti, il sistema delle imprese sempre più è parte integrante di un progetto di sviluppo».
Davide Urban, direttore dell’Ascom Confcommecio.
«Le affermazioni di Benatti sono condivisibili nella sostanza, anche se non vedo come lui tutta questa litigiosità. Spesso ci sono posizione diverse, e in questo caso subentra la discussione che non è litigio, ma non appiattisce il confronto e genera il dibattito che può essere utile al bene comune e a migliorare le cose. Bisogna fare tutti la propria parte, nelle diverse posizioni e un tavolo di confronto è necessario. A livello economico ci pensa la Camera di Commercio, ma sul confronto pubblico e privato risentiamo della mancanza della Provincia che in questi anni ha fatto da collante nel territorio. Bisogna trovare il massimo comune denominatore nelle proposte, senza per forza dover accontentare tutti».
Alessandro Osti, direttore di Confesercenti.
«Che in questa città occorra sedersi attorno ad un tavolo e costruire una progettualità condivisa per il rilancio della nostra economia, sono assolutamente d'accordo con l'amico Benatti. Cosa che ho già affermato in una intervista rilasciata alla vostra testata il 5 gennaio, auspicando la convocazione degli stati generali dell'economia, e proponendo la Camera di Commercio come soggetto che poteva farsi promotore dell'iniziativa che raggruppava le rappresentanze politiche ed economiche del territorio. Quale componente di Giunta ho lanciato all'interno dell'Ente camerale questa proposta, sulla quale credo si stia lavorando. Serve un progetto, una visione strategica, decidere su cosa vogliamo puntare. Infrastrutture moderne, collegamenti viari efficienti e connettività sono elementi imprescindibili per lo sviluppo. Poi occorre decide su quale o quali settori puntare: agricoltura, manifattura, turismo? Non credo invece che la soluzione dei problemi sia la deregolamentazione dei settori. Mi auguro comunque che si alzi il livello della discussione».
Riccardo Maiarelli, presidente di Unindustria.
«Il livello dei litigi che assistiamo ultimamente in effetti è piuttosto basso. Condivido con Benatti, vogliamo in primo luogo le infrastrutture: sono vitali. Vogliamo strutture, strade e anche ponti. Utile il confronto anche con la componente politica. Stiamo lavorando su un progetto che vede Ferrara protagonista, abbiamo fatto la scelta di collegarci con Modena e Bologna, che viaggiano più forte di noi, insieme si ottengono più cose e dal 2017 saremo un’unica associazione. Al pubblico chiediamo che sappia realizzare progetti per lo sviluppo come le infrastruttura. Dobbiamo trovare ricette per il breve e guardare lontano con uno sviluppo sostenibile per un progetto più a lungo termine per pensare già alla Ferrara 2030».
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