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Le pioniere della politica non hanno deposto i sogni

Le pioniere della politica non hanno deposto i sogni

Riunite in consiglio dall’assessora Felletti per i 70 del suffragio femminile Le testimonianze dei fiori d’acciaio Talassi, Vecchi, Siroli, Bertaso e Capatti

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«Mio padre mi disse che la politica era lo strumento per cambiare il mondo. Io gli ho creduto».

Davvero suggestive e certamente d'ispirazione per molti le parole di Renata Talassi, ex senatrice italiana per ben tre legislature. E per “loro” è stato davvero così, il mondo l'hanno cambiato parecchio, le tantissime rappresentanti del potere politico delle scorse amministrazioni, dal '46 a oggi, riunite ieri mattina nella sala del Consiglio Comunale per l'iniziativa dell'assessora Annalisa Felletti, la celebrazione di 70 anni di suffragio femminile. Ferrara ha avuto l'eccezionale opportunità di ascoltare le esperienze di queste straordinarie donne, grazie a un momento di riflessione collettivo, ma dedicato soprattutto alla trasmissione di tali preziose memorie ai giovani. La legge che ha consentito il voto delle donne aveva infatti un duplice ruolo: il voto attivo e quello passivo; in altre parole, conquistando il diritto di suffragio, le donne conquistarono anche il privilegio di essere elette, e di contribuire in prima persona alla vita politica della propria città. Quasi mezzo secolo di storia ferrarese sedeva sui banchi consiliari per ricordarcelo, e la mattinata è trascorsa tra i ricordi delle protagoniste. Tra le prime a intervenire, Luana Vecchi, nel Consiglio del '66, ha dichiarato: «Ho avuto l'opportunità di vivere la mia esperienza politica nel momento in cui fu segretario di partito Berlinguer - ha affermato - Faccio fatica a portare avanti i valori con cui ci ha formato ancora oggi, ma ci credo ancora», ha continuato, dimostrando di non aver perso l'entusiasmo del tempo, e concludendo poi con un energico invito ai ragazzi: «Voglio dire ai giovani di avvicinarsi al volontariato e al mondo delle associazioni. Venite anche voi, c'è ancora tanto da fare!». Indimenticabile poi l'esempio di Ansalda Siroli, da mondina a fondatrice del Centro Donna Giustizia, ed esponente di spicco dell'Udi, che è intervenuta con la stessa determinazione di sempre: «In ogni consiglio dicevo la mia, e lo facevo difendendo le donne. Sono ancora orgogliosa di quello che ho fatto insieme alle mie amiche e compagne, oggi rappresento tutte quelle che hanno lottato con me per dare alle donne di oggi qualcosa di diverso». Ed è con rinnovato orgoglio che evidenzia il proprio ruolo nell'amministrazione, dissipando ogni possibile dubbio: «Quando sento qualcuno dirmi che in Consiglio Comunale a volte si alza solo la mano.. Beh rispondo che io non mai solo 'alzato la mano'». Ma essere donna ed essere in politica non sono mai state attività compatibili, come ha posto all'attenzione Maria Grazia Bertaso, che ha ironicamente aperto il suo intervento dicendo che «Per fare politica una donna avrebbe bisogno di una moglie». Al posto d'onore, in chiusura della celebrazione, ha parlato Carmen Capatti, appartenente a una delle prime legislazioni rappresentate, che messo in luce la necessità dell'essere cittadini attivi: «Credo che le conquiste si ottengano partecipando. Interessarsi alla politica, quella vera, quella fatta da tutti noi, fa crescere e si impara a conoscere ciò che ci sta intorno». Alla cerimonia erano presenti quattro sindaci di Ferrara: oltre all’attuale Tiziano Tagliani, anche i predecessori Radames Costa, Roberto Soffritti e Gaetano Sateriale.

Irene Lodi

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