La Nuova Ferrara

Ferrara

una storia tormentata

Passaggi di mano, sogni spezzati e mazzate inattese

Passaggi di mano, sogni spezzati e mazzate inattese

Dalla costruzione nel 1989 all'ingresso di Parsitalia

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FERRARA. Parsitalia, società degli immobiliaristi romani Parnasi, acquisì gli Specchi nel 2003. A seguito del crack del gruppo catanese Graci - per conto del quale la Costruttori aveva costruito l’immobile ultimato nel 1989, gli Specchi finirono a Sicilcassa -, banca presso la quale era stata accesa l’ipoteca. Ma anche Sicilcassa navigava in cattive acque; per evitare conseguenze più disastrose Bankitalia - un quindicina d’anni fa si poteva - gestì direttamente la dismissione degli immobili. Il pachetto comprendente gli Specchi lo prese Parsitalia.

Qualche anno dopo la proprietà passò alla controllata Ferrara 2007 srl con cui i Parnasi contavano di rovesciare le sorti degli Specchi. Il 2007 era ancora un anno in cui il “mattone” aveva un peso economico. Ma incombeva il 2008, l’anno dei subprime Usa che mandarono per aria pezzi importanti del sistema immobiliare e finanziario statunitense con effetti a catena a livello planetario, che comprendono anche la vicissitudini di Carife, tanto per rimanere in casa nostra. Per ovviare alla prolungata crisi del mattone privato e alla impossibilità di realizzare un direzionale pubblico (a questo era originariamente destinato il Palaspecchi), il Comune ha tolto il vincolo urbanistico e a ha fatto un accordo con i Parnasi a cavallo tra 2011 e 2012. Il progetto prevedeva housing sociale, villette nel verde, la nuova caserma dei Vigili urbani (a carico dei Parnasi), negozi e spazi commerciali.

Mancavano però le risorse finanziarie adeguate e allora la base di questo progetto ha fatto da sfondo a quello in cui è stata coinvolta la Cassa Depositi e Prestiti-Investimenti Sgr, perfezionato il 14 giugno 2014 con l’idea di costituire un Fondo immobiliare chiuso per un’operazione di riqualificazione da 43.9 milioni: 32,9 la “Cassa”; 5,9 Ferrara 2007 (tra liquidi e terreni). 3,375 Acer Ferrara, 2 milioni Intercantieri Vittadello, l’azienda chiamata a costruire. Il patto scade il 31 marzo; doveva scadere il 31 dicembre 21015, la proroga di tre mesi doveva servire ai Parnasi per sbloccare la situazione con le banche. Tutti erano in attesa di nuove dai Parnasi e invece a fare precipitare le cose è stato l’arresto di Sergio Vittadello, padre fondatore del gruppo padovano. Vittadello è ai domiciliari per gli sviluppi dell’inchiesta romana sugli appalti Anas, una vicenda del tutto estranea agli Specchi. Sulla carta, quindi, il patto del 14 giugno 2014 esiste e resiste ancora, ma di fatto è diventato quasi carta straccia. Servirebbe un paio di miracoli, ma gli Specchi diramano solo dannate notizie.(m.p.)

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