Tangenti Acer, condannato il tecnico che ricattava
Stangata di 5 anni di carcere al geometra Salvatore di Salvatore per concussione: chiedeva soldi all'imprenditore Dianti ricattandolo. Le prove delle mazzette in tre video. Assolti due piccoli artigiani: non erano corruttori ma vittime di un altro tecnico Acer
FERRARA - Ricattava e si faceva pagare, il geometra Salvatore di Salvatore: dopo 4 anni tra indagini e processi, oggi, lunedì 14 marzo, il tecnico dell’Acer, licenziato dopo l’arresto del 2013, è stato condannato alla pena di 5 anni di reclusione per il reato di concussione, per aver imposto quei ricatti a Filippo Dianti, imprenditore che lavorava per Acer. Il tribunale (Marini, Attinà e Testoni) ha anche assolto gli altri due imputati minori, due piccoli artigiani, dall’aver corrotto un altro tecnico Acer, Luca Rivelli, già condannato in patteggiamento a 3 anni come l’altro tecnico Acer coinvolto, Ruggero Sinigaglia.
La sentenza è uscita dopo due ore e mezza di camera di consiglio in cui i giudici hanno valutato appieno le accuse e ritenuto di aumentare la pena richiesta a sua volta dalla pm Patrizia Castaldini che aveva chiesto una condanna a 3 anni e 9 mesi.
Filippo Dianti, titolare della Global Service che lavorava per Acer denunciò tutti i ricatti subiti. Secondo la difesa di Di Salvatore, Dianti denunciò solo dopo aver subito una verifica della finanza che portò alla luce 800mila euro di fatture false e fondi neri. Invece per l'accusa e come dimostrato al processo, già due anni prima aveva segnalato i ricatti subiti.
I giudici hanno valutato in modo netto il conflitto tra controllore (Di Salvatore) e controllato (Dianti) e accolto l’accusa di procura e Guardia di finanza che contestavano a Di Salvatore di aver intascato tangenti per 50mila euro, dal 2017 al 2010.
Lapidario il commento della difesa di Di Salvatore, Alessandra Pisa e Fabio Anselmo: «Di Salvatore non è un concussore, faremo subito appello contro la sentenza».
Soddisfatti i legali di parte civile, Alberto Bova per Filippo Dianti e Eugenio Gallerani per Acer (la nuova Acer, non quella dell’epoca dei reati contestati): «La sentenza conferma la bontà della decisione di porre fine al rapporto di lavoro con licenziamento, di Di Salvatore e degli altri due imputati Siniglia e Rivelli ancor prima di giungere ad una determinazione della magistratura e alla sentenza di oggi».
Soddisfatti anche i legali dei due imputati, Amelia Valentini e Marica Barboni che difendevano Melazim Albrahimi, 45 anni, imprenditore accusato di aver pagato poco più di 3000 euro per lavori in tre case Acer e Marcel Danu, 38 anni, imprenditore anche lui in subappalto dalla Global Service accusato di aver pagato anche lui, dividendo le somme gonfiate (1/3 a Rivelli e 2/3 a lui), 10mila euro per lavori in oltre 15 case. La difesa sosteneva che erano costretti a pagare, ricattati anche loro, non erano corruttori, ma vittime: i giudici gli hanno dato ragione e deciso l’assoluzione perchè il fatto non sussiste. I due piccoli artigiani sintetizzano così il processo:«Abbiamo sofferto 3 anni, senza lavoro perchè indagati, alla fine possiamo dire che finalmente anche per noi è arrivata la giustizia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
