Da concorso di ballo a gara di polemiche
Piovono critiche sul “Città di Ferrara” al Nuovo. Replica l’organizzatore: «Soldi rimborsati, arrivate troppe iscrizioni»
FERRARA. Ha sollevato non poche polemiche il 1º concorso nazionale di danza “Città di Ferrara”, in programma nel week end al Teatro Nuovo di Ferrara.
Ma come? Viene organizzata una due giorni riservata a tutti i tipi di danza (dalla classica all’hip hop) e per tutte le categorie con una giuria formata da importanti nomi del mondo della danza e viene sollevato un vespaio simile? Vi hanno partecipato scuole provenienti da tutta Italia e proprio dalle insegnanti di alcune di queste il giorno dopo sono arrivate critiche all’organizzazione. Tre le accuse lanciate: l’impedimento a diversi iscritti di esibirsi nonostante il pagamento dell’iscrizione; l’assenza dei giurati annunciati; vari problemi di carattere organizzativo.
Rispondere a tali accuse Mario Federzoni, presidente dell’Asd Ferrara Dance Motive che ha organizzato il concorso nazionale e reduce da alcune giornate con il telefono bollente. «Sono abituato - dice -, basti pensare che sono arrivato ad oltre 200 chiamate in un giorno. Faccio una premessa, l’evento è stato parzialmente annullato esclusivamente per ragioni dettate dalla mia inesperienza, la quale ha portato ad alcune decisioni sbagliate, a livello logistico e organizzativo. E, al contempo, sollevo chi ha collaborato e la gestione del Teatro Nuovo da tutti i problemi che si sono verificati, l’unico responsabile sono io».
Lo stesso Federzoni esclude qualsiasi tipo di polemica relativamente ai rimborsi: «Tutti quanti faranno richiesta saranno rimborsati, ci mancherebbe. Se non abbiamo fatto partecipare tutti gli iscritti è stato esclusivamente per l’eccessivo numero di adesioni. Non abbiamo messo un limite numerico e per questo motivo abbiamo tagliato alcune categorie dei più ‘grandi’. D’altronde sabato abbiamo iniziato alle 10 per concludere alle 23.30, nonostante le premiazioni di ciascuna categoria siano state effettuate nella massima velocità possibile. Non avessimo tagliato le categorie che ho spiegato prima, probabilmente saremmo ancora là e questo non è giusto, né per i giurati, tantomeno per i danzatori».
Federzoni passa poi all’attacco se si parla della giuria, presieduta da Frederic Olivierì: «I giurati c’erano ed erano in galleria, sono stati presentati all’inizio delle due giornate. Non potevamo certo chiamarli su e giù dal palco ogni volta, anche per ragioni di tempistica. Certo che se chi critica è stato lì il tempo dell’esibizione dei propri allievi non poteva averli visti sul palco... E sono poi infondate le accuse di mancanza di sicurezza, i vigili del fuoco erano presenti come conviene ad ogni manifestazione di questo tipo. Anzi, li ringrazio per la disponibilità».
Bilancio negativo o positivo? «Ho commesso degli errori, ma in due giorni a Ferrara sono arrivate migliaia di persone, un bene per la città. Il Teatro Nuovo era esaurito e c’era la fila all’ingresso, al bar hanno lavorato addirittura sei persone. Mi spiace per l’assenza delle altre scuole di danza di Ferrara, però funziona sempre così a livello locale, quindi non faccio polemica. Posso solo assicurare che il concorso “Città di Ferrara” tornerà nel 2017».
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