La Biblioteca Vivente contro le discriminazioni
Sabato al Centro Ancescao gli studenti avranno la possibilità di confrontarsi con persone spesso emarginate: disabili, omosessuali, profughi ma anche agenti
CENTO. Grazie al Progetto Biblioteca Vivente, al Bar Italia sabato mattina, si parla di omosessualità, immigrazione, affido, tossicodipendenza, sicurezza, circo e disabilità, con i protagonisti. Per celebrare la Giornata Mondiale contro il razzismo e la discriminazione (che si tiene il 21 marzo), Comune, coop Camelot e Centro Ancescao di Cento si mettono in gioco per offrire, dalle 9 alle 13, ai ragazzi delle terze medie e delle superiori del Centese, un'occasione di incontro e confronto con persone generalmente discriminate. A presentare l'appuntamento, ieri al Bar Italia, l'assessore Maria Rolfini, Anna Vitiello e Anila Laboviti (Nodo regionale di raccordo contro le discriminazioni), Enrico Taddia (Camelot) e per il Centro sociale il presidente Franco Cattabriga e la vice Liliana Pareschi. Giunto alla 5ª edizione, il progetto Biblioteca Vivente, come evidenziato da Rolfini, è «un'importante occasione d'incontro tra diverse generazioni, tra gli studenti e i testimoni pronti a parlare di sé e delle proprie esperienze, affrontando temi spesso motivo di discriminazione». La sede del Centro anziani diventa così un luogo per lo scambio generazionale, riflessione e conoscenza, per giovani e non solo. Realizzato da Camelot e Comune di Cento, «che - ha riferito l'assessore - è uno dei tre nodi/centri antidiscriminazione della provincia, il progetto è tra le tante attività svolte: oltre allo sportello, ci sono i progetti rivolti alle scuole». La formula vincente, ha riferito Taddia, è il confronto a piccolo gruppo: «Attraverso la tecnica dello storytelling, i ragazzi potranno parlare e confrontarsi con i “libri umani” per capire le difficoltà che incontrano un immigrato, un omosessuale, un disabile o la polizia municipale». E mentre dal Centro Anziani, l'entusiasmo di accogliere per il 3º anno un evento che affronta argomenti tanto attuali, Anna Vitiello e Anila Laboviti hanno presentato i “libri” e temi, realizzati in collaborazione con varie realtà del territorio. Sono la polizia municipale, il circense Giuseppe Ferrari, il Gay grazie all'associazione MigraBò Lgbt, Ana Globocnik come moglie di cittadino italiano, il rifugiato grazie al racconto di uno dei ragazzi richiedenti asilo accolti a Cento e seguiti da Camelot, e Sira Luna come madre affidataria (ass. Raku-Casa Famiglia), l'operatore di comunità sulla tossicodipendenza (coop Il Pettirosso) e il disabile.
Beatrice Barberini
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