Nasce “Il Territorio delle opportunità”
Nella prossima riunione della giunta camerale (22 marzo) si getteranno le basi per un piano di sviluppo nel ferrarese
Tavoli o tavolini? La provocazione lanciata dalla Nuova Ferrara all’indomani dell’intervista al direttore provinciale della Cna, Diego Benatti, sulla necessità di trovare punti comuni per un piano di sviluppo condiviso, evitando di sprecare tempo ed energie in litigi e polemiche più o meno sterili, ha centrato l’obiettivo. Nella prossima riunione delle giunta della Camera di Commercio verranno infatti gettate le basi per la realizzazione del “Territorio delle opportunità”, un luogo che chiama a raccolta attori decisionali, forze economiche, sociali e culturali, per incoraggiare l’innovazione e lo sviluppo. Un “territorio” nell’intenzione dell’ente camerale, dove ognuno può trovare le condizioni favorevoli per realizzare il proprio progetto professionale e di impresa attraverso più investimenti, più imprese, più occupazione, più ricerca e innovazione, più capitale umano qualificato, più servizi pubblici efficenti, più cultura e turismo, più inclusione sociale.
Alla base di questo progetto in fase di decollo c’è la “piattaforma per il lavoro e la competitività”, che la giunta comunale approvò il 25 luglio 2014 con nove direzione di sviluppo. In questi quasi due anni però il mondo è cambiato, soprattutto nel microcosmo ferrarese. Tra crisi economica, ricostruzione post sisma e le vicissitudine della Cassa di Risparmio di Ferrara (principale banca di riferimento del territorio) quella piattaforma non ha potuto svilupparsi al meglio. Ecco allora che l’appuntamento del 22 marzo, offre il rilancio per nove direzioni di sviluppo condivise, per una sfida che proietti Ferrara e il suo territorio verso un 2025 migliore. Ecco le direttive.
1. Favorire le imprese, anche attraverso il più ampio utilizzo dei Fondi europei 2014-2020: l’economia locale è fondata principalmente sull’impresa privata, in tutte le sue forme. Ci sono soggetti che rischiano in proprio, mettono in gioco le loro capacità, ma devono essere aiutati e sostenuti da una visione di sviluppo sociale e economico complessiva di cui tutti si fanno portatori: il sistema della formazione a tutti i livelli, le istituzioni pubbliche e il sistema finanziario.
2. Il welfare come motore di sviluppo: l’economia sociale, insieme variamente riconducibile ai concetti di economia civile, non profit, terzo settore, è spesso considerata un ambito economico marginale, anche se nei fatti (e per vari motivi) risulta il contrario. L’economia sociale è economia a tutti gli effetti: garantisce e favorisce le condizioni per la crescita, offre lavoro, sostiene la tenuta dei consumi, è fortemente radicata sul territorio.
3. Dare maturità al sistema turistico-culturale, con un'offerta partecipata e un'industria produttiva: il turismo, e ancor più la cultura e gli eventi, hanno dato, negli anni, un grande contributo alla trasformazione di Ferrara e della sua provincia, fondamentale anche per lo sviluppo sociale e economico. Ora bisogna accettare la sfida dei tagli e della selettività dell’investimento pubblico, e quindi la valutazione del contributo reale di ogni attività culturale cofinanziata dal pubblico, in un’ottica comparativa.
4. Una Pubblica amministrazione rinnovata: per la Camera di commercio occorre promuovere il rinnovamento delle istituzioni, coinvolgendo figure professionali, conoscenze, modelli di governance. Una trasformazione dell'Amministrazione pubblica improntata all’efficienza è una necessità che andrà a beneficio di tutti, diventando anch’essa principio abilitante: sia per la capacità con cui risponderà ai bisogni del territorio, sia per lo spazio d’azione che lascerà all’iniziativa privata.
5. Connotare il concetto di Smart City: qualsiasi scelta sulla direzione da adottare dovrà essere compiuta tenendo conto di due aspetti: da un lato, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie nel cambiare i paradigmi operativi dell’azione pubblica, che devono generare effetti misurabili di efficientamento economico; dall’altro, le ricadute economiche di queste declinazioni strategiche, da valutare in relazione allo sviluppo dei settori produttivi e terziari di riferimento.
6. Trasporti e mobilità: appare evidente che le principali ragioni dei ritardi in ambito infrastrutturale siano da attribuire alle carenze strutturali delle risorse pubbliche e alle limitatissime capacità di investimento degli enti locali. Di fronte a questo scenario, per la Camera di commercio occorre rafforzare la capacità di cooperazione del sistema, dalla scala locale fino alla dimensione regionale, in vista di un rapporto efficace con la dimensione nazionale dei finanziamenti. Per farlo, bisognerà però anche sviluppare nuove competenze sui modelli innovativi di finanziamento per i progetti infrastrutturali, quali la finanza di progetto, il leasing in costruendo, i project bond.
7. Rapporto Università e imprese, driver fondamentale di sviluppo: la maggiore integrazione tra Università e imprese è una delle più grandi opportunità di sviluppo per il sistema locale nel suo complesso. Molti campi della ricerca più avanzata sono infatti trasversali tra le diverse scienze e richiedono un approccio interdisciplinare che coinvolga le competenze scientifiche e tecnologiche e le scienze umane e economiche. Le scienze della vita, i progetti smart city, nonché le stesse tematiche prioritarie dell’VIII Programma Quadro Horizon 2020 ne sono un esempio significativo.
8. Qualità urbana diffusa, che richiede una visione relativa ai modelli dell’abitare, del lavorare, del consumare e dell’impiegare il tempo libero da riformulare al passo con i tempi e i cambiamenti della società (uso degli spazi pubblici e degli edifici dei centri storici, intesi come patrimonio unico per la qualità della vita dei cittadini e l’attrazione dei turisti; attività minute, più private e spontanee di micro-riqualificazione; elaborazione di modelli innovativi e ambientalmente sostenibili per gli sviluppi residenziali, commerciali e produttivi; utilizzo del patrimonio industriale dismesso, quale grande potenzialità di rilancio delle attività produttive).
9. Investimenti Diretti Esteri: l'analisi dei principali indicatori di attrattività territoriali inducono la Camera di commercio a ritenere che ci siano asset, condizioni ed opportunità non sfruttate e potenzialmente in grado di garantire per il futuro margini di miglioramento della presenza di investimenti sul territorio ferrarese, a condizione che si attivi un circolo virtuoso tra Impresa-Turismo di qualità-accessibiltà fisica e digitale.
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