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Nell’ex Infermi un percorso nella storia

Nell’ex Infermi un percorso nella storia

Via libera della giunta al progetto per l’allestimento del nuovo polo museale che dovrebbe essere inaugurato nel 2017

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COMACCHIO. Nome e logo sono già noti, dopo che Stefano Buzzi, geometra 36enne di San Giuseppe, si è aggiudicato il 30 novembre 2015 il concorso di idee, grazie al quale il nascente museo archeologico sarà denominato “Museo Delta Antico”. Nei giorni scorsi la giunta comacchiese ha approvato le integrazioni al progetto definitivo in linea tecnica ed economica per l’allestimento del nuovo polo museale che, secondo le previsioni, sorgerà nella primavera del 2017 all’interno dell’ex-settecentesco ospedale degli Infermi. Il gruppo di progettazione, coordinato dall’architetto Michela Biancardi ha concluso il progetto esecutivo degli allestimenti, così come sono state portate a temine le opere di catalogazione dei reperti, un migliaio circa, che dai magazzini del Museo archeologico nazionale di Ferrara, saranno trasportati ed esposti nel nuovo museo. Le necessarie operazioni di restauro, di importo pari a 37mila euro, affidate alla ditta Opus Restauri snc di Parma, sono state avviate, per cui, secondo le tempistiche stimate in sede di progettazione, il trasferimento dei reperti a Comacchio dovrebbe cominciare prima dell’estate. Tra i reperti oggetto del restauro figura anche la piroga monossile, risalente al V sec. d.C., venuta alla luce durante gli scavi a Valle Rillo all’inizio degli anni ’90, sino ad oggi ricoverata alla Manifattura dei Marinati. Il restauro della piroga, per un importo pari a 16mila euro, è stato affidato alla ditta Strati di Milano, che già con successo ha effettuato analoghi lavori su altre due piroghe databili al medesimo periodo e ora esposte presso il Museo archeologico nazionale di Ferrara. Il progetto esecutivo degli allestimenti museali è stato integrato da un percorso multimediale, che proietterà il visitatore in un’atmosfera lontanissima. Si parte al piano terra con l’età romana ed il carico della nave romana di Valle Ponti. Uno schermo fisso a led riproporrà la storia del sensazionale ritrovamento della nave avvenuto nel 1981, mentre due espositori contenenti i cordami spiegheranno in quali parti si componeva la nave. Attraversato il magnifico scalone bianco in stile neoclassico, si varcherà la prima sala del primo piano, destinata ad accogliere “Le trasformazioni del paesaggio” con il ricorso a proiezioni, in grado di mostrare l’evoluzione della flora e della fauna dalla preistoria. L’età arcaica e quella classica con la civiltà di Spina occuperanno lo spazio centrale del primo piano, dove andrà in scena il racconto dell’abitato etrusco sino alla coesistenza con insediamenti di altre civiltà e rispettivi commerci. Attraverso percorsi sopraelevati il visitatore si troverà nel bel mezzo del porto di Spina, per poi approdare nell’antica necropoli. Altre tre “isole museali” mostreranno, attraverso reperti e proiezioni, le attività di tessitura, l’allevamento, la pesca, agricoltura e commercio, ma anche la cucina etrusca. Uno spazio sarà riservato al “Simposio”, dove il pubblico potrà sostare e partecipare simbolicamente al rito del banchetto. L’ultima sala “Spina e l’Europa” affronterà il tema della sepoltura. La civiltà spinetica passerà poi il testimone all’età altomedievale con 4 sottosezioni.

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