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«No ad aperture selvagge» Ecco gli scioperi festivi

di Alessandra Mura
Un volantinaggio dei sindacati del settore commercio
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Un volantinaggio dei sindacati del settore commercio

Commercio, cinque giornate di astensione proclamate dai sindacati. La protesta coinvolge Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1º Maggio e 2 Giugno

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FERRARA. Riprendersi con uno sciopero quello che il decreto Salva Italia ha tolto e che la nuova normativa sugli orari del commercio non ha ancora restituito.

La notizia, postata ieri sulla pagina Facebook della Cgil di Ferrara, è destinata a segnare un capitolo nuovo - almeno nella nostra città - nell’ormai stagionale braccio di ferro sulle aperture degli esercizi (e soprattutto dei centri commerciali della grande distribuzione) in occasione delle festività.

La questione è stata, come dire, affrontata alla radice, e con un’iniziativa congiunta con tanto di volantini già pronti, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato un pacchetto di scioperi per l’intera giornata in una serie di date strategiche: la domenica di Pasqua (27 marzo), il Lunedì dell’Angelo, la Liberazione del 25 aprile, la Festa dei Lavoratori del 1° Maggio e la Festa della Repubblica del 2 giugno.

L’astensione coinvolge «tutti i lavoratori e le lavoratrici in tutto il territorio della provincia di Ferrara», inquadrati nei contratti collettivi nazionali dei settori terziario, distribuzione e servizi sottoscritti con Confcommercio, Confesercenti e la grande distribuzione.

La frattura, ricordano i sindacati nel post, era stata prodotta nel 2011 con il decreto Salva Italia del governo Monti che aveva introdotto la liberalizzazione nel settore eliminando ogni vincolo in materia di orari e chiusure, «nel totale disinteresse riguardo agli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie».

Una nuova legge, ancora ferma in Parlamento (dopo l’approvazione con larga maggioranza alla Camera nel settembre 2014) è intervenuta nel frattempo per un parziale dietrofront, prevedendo la chiusura in occasione di 12 festività religiose e civili (Capodanno, Epifania, 25 aprile, Pasqua, Pasquetta, 1 maggio, 2 giugno, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata, Natale e Santo Stefano), ma consentendo una deroga all’obbligo di chiusura fino a un massimo di 6 festività sulle 12 indicate.

Un correttivo che, anche quando entrerà in vigore, è ritenuto insufficiente dalle organizzazioni sindacali, perché «se le nuove regole da un lato potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere gli orari di apertura degli esercizi commerciali dei territori, dall’altra non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, non risolveranno il problema».

Già l’autunno scorso, in vista del periodo natalizio, le segreterie regionali dei sindacati del commercio avevano invitato a indire scioperi nelle giornate di Ognissanti, dell’Immacolata, di Natale e Santo Stefano, una sollecitazione che i sindacati ferraresi ora hanno raccolto, inaugurando a partire da Pasqua una serie di “scioperi festivi”.

 

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